A tredici anni dall'incidente che ha trasformato per sempre la sua esistenza, Corinna Betsch Schumacher decide di condividere il suo dolore con il mondo attraverso il docufilm Netflix "Schumacher". La moglie del sette volte campione mondiale di Formula 1 ha rotto il silenzio che da oltre un decennio custodisce gelosamente intorno alla vita privata della famiglia, offrendo uno squarcio sulla realtà quotidiana di una coppia stravolta dalla tragedia. "Michael mi manca, ma è qui, è diverso ma è qui. Questo ci dà forza", confessa Corinna nelle telecamere, rivelando una consapevolezza che combina perdita e speranza.
Il pomeriggio del 29 dicembre 2013 segnò il confine invalicabile tra il prima e il dopo. Sulle piste di Méribel, nelle Tre Valli francesi, Michael Schumacher perse il controllo degli sci cadendo e colpendo violentemente la testa contro una roccia. Quella stessa roccia trasformò la vita di uno dei più grandi atleti della storia dello sport e della sua famiglia. Oggi, a 57 anni, il campione vive protetto dalle mura domestiche, in una residenza presso il lago di Ginevra in Svizzera, dove è stata allestita una vera clinica privata per garantirgli le migliori cure possibili.
Corinna, coetanea del marito, ha assunto il ruolo di custode della famiglia con dedizione totale. In questi tredici anni ha gestito ogni aspetto della vita del compagno, prendendo decisioni importanti dal punto di vista medico e finanziario. Per concentrare ogni risorsa sulle cure di Michael, ha venduto beni significativi come l'aereo privato e proprietà immobiliari in Francia e Norvegia. Oggi continua a dedicarsi alla gestione degli allevamenti equestri di eccellenza che la coppia possiede a Givrins e Gordonville, mantenendo viva la passione condivisa per i cavalli.
La dichiarazione di Corinna rappresenta un momento di straordinaria vulnerabilità per una donna che ha sempre protetto fieramente la privacy famigliare. Confessa di non aver mai immaginato che potesse accadere qualcosa di simile: "Ero sicura che avesse degli angeli custodi che lo proteggevano". Queste parole rivelano non solo il dolore di una moglie, ma anche la forza di una donna che ha trasformato il lutto in amore concreto, trasformando la propria casa in un rifugio dove Michael rimane presente nonostante tutto.