Erling Haaland, attualmente uno dei protagonisti del Mondiale 2026 con la maglia della Norvegia, ricorre a una struttura di pianificazione fiscale internazionale per amministrare il proprio straordinario patrimonio. Se da un lato il centravanti del Manchester City versa le imposte nel Regno Unito con un'aliquota massima del 45% sulla base dello stipendio da circa 60 milioni di euro lordi annui, dall'altro lato la gestione della sua ricchezza complessiva—stimata oltre i 100 milioni di dollari—segue un percorso differente, che coinvolge il padre Alfie.

La strategia ruota intorno a una scelta abitativa del genitore: Alfie Haaland ha deciso di trasferire la propria residenza fiscale ad Andermatt, nel Canton Uri della Svizzera, dove le persone fisiche beneficiano di un'imposizione del 12,96%, significativamente inferiore al 22% previsto in Norvegia, la loro terra d'origine. Questo spostamento consente al padre di sovrintendere all'amministrazione del patrimonio familiare secondo schemi tributari più vantaggiosi, una pratica legale ben consolidata tra i ricchi norvegesi.

Il patrimonio del calciatore, che cresce costantemente, non proviene esclusivamente dallo stipendio calcistico. Nel 2023 Haaland ha sottoscritto un contratto decennale con Nike, diventando contemporaneamente il volto di marchi prestigiosi come Beats, Breitling, Dolce & Gabbana, Electronic Arts, Marriott International, Midea, Supercell, Unilever, Visa e Samsung. Inoltre, il giovane attaccante ha co-fondato Chess Mates, società che controlla una quota rilevante del circuito mondiale dei campionati di scacchi, ed è investitore in Hyperice, azienda tecnologica nel settore del recupero fisico attualmente valutata circa 560 milioni di sterline.

Per gestire questo complesso portafoglio diversificato, Alfie Haaland ha costituito una struttura societaria interconnessa con holding principale in Lussemburgo, giurisdizione nota per la sua versatilità nella pianificazione tributaria. Questa architettura imprenditoriale consente di separare nettamente il reddito derivante dall'attività sportiva vera e propria dal resto della ricchezza familiare, distribuendola attraverso una rete di entità collegate. L'ex calciatore norvegese Egil Ostenstad ricopre il ruolo di direttore finanziario in questo sistema organizzativo.

Importante sottolineare che questa struttura non costituisce evasione fiscale, bensì una legittima ottimizzazione tributaria internazionale. La pianificazione fiscale cross-border consente infatti ai contribuenti di utilizzare le norme nazionali dei diversi ordinamenti giuridici per organizzare il proprio patrimonio secondo modalità legalmente consentite. Sebbene la pratica susciti dibattiti circa l'equità distributiva, rimane pienamente compatibile con la normativa vigente nei paesi coinvolti, inclusi Regno Unito, Svizzera e Lussemburgo.