Prosegue il percorso giudiziario della vicenda che coinvolge Ciro Grillo e tre giovani suoi coetanei. La Corte d'Appello di Sassari ha ufficialmente comunicato la data della prima seduta del processo d'appello: martedì 12 novembre alle 9 del mattino i quattro imputati compariran di fronte ai giudici della seconda istanza. Il pool legale dei ragazzi ha contestato la sentenza emessa dal tribunale di Tempio Pausania lo scorso settembre, affidandosi al giudizio dei giudici d'appello per ribattere alle accuse.

Lo scorso 22 settembre 2025, il tribunale di primo grado ha pronunciato condanne significative: Ciro Grillo, insieme a Edoardo Capitta e Vittorio Lauria, sono stati ritenuti colpevoli di violenza sessuale aggravata e condannati a otto anni di carcere. Francesco Corsiglia ha ricevuto una pena leggermente inferiore, con sei anni e mezzo di reclusione. Le condanne riguardavano i fatti accaduti nella notte tra il 16 e il 17 luglio 2019, quando secondo l'accusa si sarebbe verificato uno stupro di gruppo ai danni di una giovane donna italo-norvegese presso la villa della famiglia Grillo a Porto Cervo, in Costa Smeralda.

I difensori dei quattro giovani hanno sempre sostenuto l'innocenza dei loro assistiti, impugnando immediatamente la sentenza e contestando nel merito l'impianto accusatorio costruito dalla procura. Gli imputati hanno costantemente negato le accuse e, durante il processo, hanno messo in discussione la credibilità della parte offesa. La strategia difensiva si concentra sulla rivendicazione del consenso nei rapporti verificatisi quella sera.

Dal canto suo, la vittima sostiene fermamente che non vi fu alcun consenso, descrivendo l'accaduto come uno stupro vero e proprio. Nel motivare la condanna in primo grado, i magistrati hanno ritenuto la testimonianza della donna attendibile e hanno dato rilevanza giuridica al tema del consenso. L'avvocata della studentessa, Giulia Bongiorno, aveva commentato positivamente la sentenza, evidenziando come il verdetto rappresentasse un riconoscimento importante della volontà della donna.

Ora la parola passa ai giudici d'appello, che dovranno valutare se confermare, modificare o annullare le condanne pronunciate in primo grado. La ripresa del dibattimento a novembre rappresenta una tappa cruciale del procedimento, che continua ad attrarre l'attenzione dell'opinione pubblica per la rilevanza della questione e per il profilo mediatico dei soggetti coinvolti.