Un'operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari ha portato allo smantellamento di un'organizzazione criminale specializzata nel rapinare furgoni portavalori. Sette individui originari di Cerignola, in provincia di Foggia, sono finiti in manette con l'accusa di associazione per delinquere aggravata, rapina con modalità mafiosa e una serie di reati contro il patrimonio. Gli inquirenti hanno descritto il gruppo come una vera e propria struttura "paramilitare", caratterizzata da una spregiudicatezza e da una brutalità che hanno destato particolare preoccupazione nelle forze dell'ordine.
Il caso più eclatante riguarda l'assalto avvenuto il 6 novembre 2024 lungo la strada statale 96 nei pressi di Toritto, nel Barese. In quella circostanza, i malviventi hanno fatto fuoco con fucili d'assalto di tipo Kalashnikov contro le guardie giurate a bordo del furgone blindato, utilizzando anche materiale esplosivo per far saltare la cabina posteriore del mezzo. Contemporaneamente, hanno incendiato diverse automobili per ostacolare le operazioni di inseguimento e facilitare la loro fuga. Dall'irruzione sono riusciti a sottrarsi parte di un carico dal valore complessivo di circa un milione di euro.
Gli investigatori hanno inoltre attribuito al medesimo gruppo criminale il furto di quattro autobus di linea avvenuto ad Ostuni, in provincia di Brindisi, il 15 aprile 2025. Secondo quanto emerso dalle indagini, questi mezzi sarebbero stati impiegati successivamente per pianificare e realizzare ulteriori colpi. Nel corso dell'operazione, le forze dell'ordine hanno anche localizzato e sequestrato sette automobili rubate occultate in un deposito a Trinitapoli, nel nord del Barese.
Le indagini hanno evidenziato come gli assalti ai portavalori rappresentino un vero e proprio "marchio di fabbrica" della criminalità organizzata di Cerignola, ormai consolidato a livello nazionale. Il gruppo operava mediante il reclutamento di numerosi uomini, l'utilizzo di macchinari pesanti, armi anche di provenienza militare ed esplosivi, evidenziando una strutturazione sofisticata e ben finanziata. In totale, gli indagati complessivi legati all'inchiesta risultano essere sedici. Durante le investigazioni è inoltre emerso che alcuni degli indagati godono di connivenze significative all'interno della comunità di Cerignola, elemento che ha facilitato le loro attività illecite e che rimane ora sotto il controllo della magistratura.