Sigfrido Ranucci ha diffuso un messaggio attraverso i canali social di Report per rassicurare il pubblico: il programma d'inchiesta di Rai3 non osserverà una pausa completa durante i mesi estivi. Nel video, il conduttore invita gli spettatori non soltanto a rivedere le puntate precedenti, ma anche a sottoporre eventuali storie di interesse alla redazione inviando una comunicazione all'indirizzo Report@rai.it. Ranucci ha sottolineato che ogni segnalazione sarà esaminata con massima serietà e dedizione.
L'appello del giornalista, finito al centro di polemiche in seguito all'attentato che ha subito alcuni mesi fa, ha fornito un'occasione strategica a Fratelli d'Italia per lanciare una mossa di natura provocatoria. Il partito della presidente del Consiglio ha immediatamente inoltrato una corrispondenza alla redazione di Report, utilizzando proprio il canale indicato da Ranucci. Nel messaggio, FdI segnala quella che definisce una "curiosa amicizia" tra il conduttore e Valter Lavitola, descritto come un personaggio con precedenti penali, iscritto alla massoneria e attivo nel campo dell'intermediazione commerciale. Secondo gli investigatori, Lavitola sarebbe il presunto ispiratore dell'episodio violento ai danni di Ranucci.
La missiva di Fratelli d'Italia evidenzia come il legame tra i due sia stato ripetutamente confermato dallo stesso Ranucci in varie occasioni pubbliche e interviste. La corrispondenza menziona anche una fotografia scattata all'interno di un ristorante di proprietà di Lavitola, immagine che era stata ripresa dai media. Il messaggio si conclude con una nota di sarcasmo, augurando che la squadra redazionale di Report esamini la questione "con rigore giornalistico" e valuti "questa storia con la massima attenzione", ricalcando le medesime espressioni usate da Ranucci nel suo appello.
Anche Tommaso Cerno, direttore del Giornale, ha commentato la vicenda nel suo pezzo editoriale esprimendo l'auspicio che Report dedichi uno speciale a questa tematica, utilizzando il medesimo approccio narrativo che contraddistingue le sue indagini più celebri: il montaggio serrato, le pause drammatiche e uno stile capace di trasformare ogni documento in un evento di straordinaria rilevanza. Cerno ha chiesto una ricostruzione che risulti imparziale e rigorosa, senza protezioni corporative.
In un successivo intervento sui social, Ranucci ha condiviso una locandina storica risalente al 1996 dall'Avanti!, in cui compariva il nome di Lavitola tra i responsabili editoriali. Nella stessa pubblicazione figurava anche un Fabio Ranucci, rispetto al quale il conduttore ha ironicamente precisato di non essere parente. Questo ulteriore elemento alimenta ulteriormente il dibattito sulla complessità della relazione tra i due personaggi e sul contesto storico che li ha uniti.