Un documento firmato da tredici esponenti dei Verdi tedeschi, tra cui la presidente Franziska Brantner, ha aperto una frattura significativa all'interno della formazione ambientalista. Secondo quanto riportato da Der Spiegel, il testo è stato elaborato durante una riunione del gruppo a Berlino con l'obiettivo di riconsiderare il modo in cui il partito rappresenta la figura maschile, spingendo verso una definizione più costruttiva della mascolinità e criticando quella che gli autori definiscono come l'estremismo femminista.

Alla base della iniziativa vi sarebbero motivazioni sia ideologiche che strategiche. I Verdi stanno registrando una perdita crescente di voti tra l'elettorato maschile, particolarmente preoccupante nella fascia più giovane della popolazione. I dati delle elezioni federali del 2025 sono emblematici: un ragazzo su quattro tra i giovani ha scelto di votare per l'estrema destra, una proporzione doppia rispetto alle ragazze della medesima età. Il manifesto sostiene che il partito avrebbe contribuito a creare un'immagine negativa dell'uomo, concentrandosi eccessivamente su ciò che la mascolinità non dovrebbe essere, con il risultato di associare automaticamente gli uomini al concetto di mascolinità tossica.

La reazione all'interno del partito è stata tuttavia immediata e critica. Britta Hasselmann, co-presidente del gruppo parlamentare, ha preso le distanze dal documento dichiarando pubblicamente che i Verdi rimangono fermamente un partito femminista. Secondo Hasselmann, il femminismo non rappresenta un'opposizione agli uomini, bensì una lotta condivisa per l'uguaglianza e il riconoscimento della molteplicità dei ruoli di genere. Ogni altra interpretazione, ha sottolineato, costituirebbe un fraintendimento della propria essenza.

La co-presidente non è rimasta sola nella critica. Altre deputate di rilievo, tra cui Lena Gumnior, Ulle Schauws e Kirsten Kappert-Gonther, hanno espresso perplessità rispetto ai contenuti del manifesto. Durante l'incontro successivo del gruppo parlamentare, è emerso chiaramente che la visione della mascolinità presentata nel documento non trovasse ampio consenso tra i componenti dell'assise.

La vicenda riflette una tensione più ampia all'interno della sinistra europea progressista: come conciliare le istanze femministe storiche del movimento con l'esigenza di non alienare la base elettorale maschile, soprattutto quella più giovane, sempre più attratta da formazioni di destra che propongono una narrazione alternativa sulla questione di genere. I Verdi tedeschi si trovano ora a dover gestire un dibattito interno delicato che tocca questioni fondamentali di identità e posizionamento politico.