Stefano Mancuso, noto biologo e docente all'Università di Firenze, lancia un allarme sulla scarsa consapevolezza ambientale della società contemporanea. Durante una presentazione del suo ultimo libro presso Il Libro Possibile, il festival letterario sostenuto da Pirelli in corso a Polignano, lo scienziato ha sottolineato come questioni cruciali per la sopravvivenza umana e la stabilità del pianeta rimangono marginalizzate nella coscienza collettiva. "Nonostante l'importanza vitale di questi argomenti, il numero di persone realmente interessate rimane sorprendentemente basso", ha affermato Mancuso, fondatore del Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale e divulgatore affermato.
La preoccupazione del ricercatore si estende anche alle nuove generazioni. Osservando direttamente fra i banchi universitari, Mancuso ha rilevato che soltanto il 15-20% degli studenti dimostra un coinvolgimento significativo verso le tematiche ambientali. Un dato che contraddice l'aspettativa di una maggiore sensibilità proprio tra i giovani, coloro che erediteranno le conseguenze delle scelte odierne.
Secondo Mancuso, il problema non risiede nei temi in sé, bensì nel modo di comunicarli. "Occorre spiegare che il cambiamento è necessario, ma senza ricorrere all'allarmismo", sostiene il biologo. Il suo messaggio centrale è controintuitivo rispetto al dibattito pubblico dominante: adottare stili di vita più sostenibili non comporterebbe sacrifici o perdita di benessere, ma comporterebbe un aumento della felicità individuale e collettiva. Un'idea che attraversa il suo ultimo saggio intitolato "Il cantico della terra" (edito da Laterza), dove Mancuso prende ispirazione dal celebre "Cantico delle creature" di san Francesco per articolare una riflessione su come solo la tutela attenta del pianeta e di tutte le forme di vita garantirà la prosperità della specie umana.
Oltre all'attività accademica, Mancuso si è distinto anche come comunicatore televisivo. Nella stagione appena conclusa ha condotto su Rai 3 il programma "La pelle del mondo" insieme a Lillo Petrolo, una serie di sei puntate dedicata all'esplorazione della biosfera e al ruolo cruciale delle piante nel nostro futuro. Lo show ha visto la partecipazione di personalità provenienti dal mondo della cultura, della scienza e dello spettacolo, tra cui Caterina Balivo, il violoncellista Mario Brunello, Christian de Sica, Serena Dandini e Alessandro Gassmann. Il programma è stato arricchito da segmenti ricorrenti firmati da Corrado Guzzanti, Maccio Capatonda e Chiara Francini, che hanno contribuito a rendere il racconto più accessibile e variegato.
Mancuso ha espresso soddisfazione per l'esperienza televisiva, descrivendola come istruttiva e piacevole, apprezzata sia dal pubblico che dai telespettatori che gli hanno scritto. "È stato un modo diverso di fare televisione, più pacato e approfondito", ha commentato, sottolineando come il format abbia permesso di trattare questioni complesse senza banalizzazioni. Tuttavia, rimane incertezza sul futuro del progetto: "Mi piacerebbe ripeterlo, ma non so se sarà possibile".