Alexander Zverev ha definitivamente cambiato pelle. Il tennista tedesco, reduce dal suo primo successo in uno Slam conquistato a Parigi, ha compiuto l'impresa di approdare alla finale di Wimbledon, il torneo che fino a pochi anni fa rappresentava un ostacolo insormontabile della sua carriera. Domenica avrà l'opportunità di realizzare una straordinaria doppietta su due superfici completamente diverse, mentre intanto ha già garantito a se stesso il passaggio alla posizione numero 2 della classifica mondiale a partire da lunedì.
Nelle semifinali, il 29enne amburghese ha travolto Arthur Fery, la sorpresa britannica di questa edizione del torneo, con un punteggio perentorio: 7-6 al tiebreak, 6-2, 6-3 in poco più di due ore e mezza. Una prestazione che non ammette repliche, quella del tedesco, che ha confermato di trovarsi ormai a un livello superiore rispetto ai suoi avversari. L'erba londinese, che è stata a lungo il nemico numero uno di Zverev, non ha più segreti per lui: gli ottavi di finale rappresentano il precedente limite della sua avventura a Wimbledon, ora superato con autorevolezza.
Il percorso del tedesco fino alla finale è stato praticamente netto. Ha ceduto complessivamente due soli set: uno al primo turno contro il belga Blockx e un altro agli ottavi di finale contro il ceco Lehecka. Negli scontri successivi ha sfilato gli avversari uno dopo l'altro, liquidando il talento statunitense Taylor Fritz ai quarti, giocatore che lo aveva sempre battuto sull'erba prima di questo torneo. Mentre il pubblico rimaneva incollato alle semifinali tra Sinner e Djokovic, Zverev costruiva silenziosamente il suo capolavoro.
Al termine della vittoria sulla semifinale, il tedesco ha mantenuto un atteggiamento cauto ma determinato. Ha riconosciuto il valore dell'avversario sconfitto: "Arthur è un giocatore straordinario, per lui questo è soltanto l'inizio", ha dichiarato. Sulla sua stessa performance ha aggiunto: "Questo torneo ha rappresentato la mia sfida maggiore, e raggiungere la finale qui è qualcosa di cui sono profondamente orgoglioso". Ma il messaggio più importante è arrivato quando ha parlato della gara di domenica: "Devo convincermi che posso vincere, devo avere la fiducia necessaria per arrivare a quel risultato".
È il nuovo Zverev questo: non più un giocatore che scende in campo temendo il proprio nome sulla carta, bensì un campione consapevole della propria forza. Con la vittoria a Parigi e il percorso impeccabile sull'erba britannica, il tedesco si è tolto di dosso tutti i dubbi che lo avevano perseguitato negli ultimi anni. La sua costanza di rendimento è ormai indiscutibile, tanto che ha sorpassato lo spagnolo Carlos Alcaraz nella graduatoria ATP dopo il trionfo francese. Con l'assenza dello stesso Alcaraz da questa edizione di Wimbledon, Zverev rappresenta sulla carta e nel gioco il candidato principale alla vittoria finale tra tutti i tennisti ancora in gara.