Piacenza ha scelto di celebrare uno dei suoi figli più illustri trasformando una facciata di otto piani in un'opera d'arte a cielo aperto. Il murale, che copre 27 metri di altezza per 11 di larghezza, ritrae Giorgio Armani ed è stato realizzato dal noto street artist Antonio Cotecchia, conosciuto nel mondo dell'arte urbana come Kotè. L'installazione è stata scoperta sulle note di "Heroes" di David Bowie, in un momento carico di significato emotivo per la comunità locale.
L'opera sorge nel popolare quartiere della Farnesiana, alla periferia della città, a pochi passi dal luogo dove tutto ebbe inizio. Armani nacque infatti l'11 luglio 1934 in una casa di via Colombo, non lontano da dove oggi lo sguardo dei cittadini può contemplare il suo ritratto monumentale. La sua infanzia piacentina fu segnata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, che costrinsero la famiglia a cercare rifugio in Valtrebbia e successivamente a Rivalta, il piccolo comune dove oggi riposano le sue ceneri.
"Non ho voluto riprodurre il suo stile riconoscibile nel fashion – ha spiegato Kotè, visibilmente commosso – piuttosto raccontare quell'Armani scintillante, onirico e anticonformista che lui stesso amava rivendicare, al di là di tutte le categorizzazioni che il mondo della moda ha tentato di imporgli. Ho affrontato il suo racconto di vita con profondo rispetto, mantenendo il mio linguaggio artistico personale. Spero che questo tributo parli soprattutto ai giovani: la passione, l'impegno e il coraggio hanno il potere di trasformare origini modeste in una storia che ispira il pianeta".
La sindaca Katia Tarasconi ha sottolineato il valore simbolico dell'intervento: "Questo murale rappresenta il legame indissolubile tra Giorgio Armani e la città che lo ha generato. È un riconoscimento che appartiene all'intera comunità piacentina e che trasforma uno spazio pubblico in un monumento collettivo dedicato alla memoria, alla bellezza e all'ispirazione per le generazioni future. La scelta di posizionarlo in un quartiere popolare non è casuale: crediamo fermamente che il talento, la cultura e la bellezza debbano essere democrati e radicati nella quotidianità delle persone, diventando occasione di crescita e motivo di orgoglio per tutta la comunità".