Sono due pellicole molto diverse tra loro quelle che il grande schermo propone in questi giorni, eppure accomunate da una medesima centralità: la famiglia e le sue infinite sfaccettature. Da un lato il nuovo capitolo del regista italiano Stefano Chiantini, dall'altro un'opera prima proveniente dalla Francia. Entrambe meritano attenzione per il modo in cui affrontano questioni profonde e contemporanee.
Chiantini, che ha ormai collezionato una decina di lungometraggi, torna a esplorare quei meccanismi relazionali famigliari che lo hanno sempre affascinato: rapporti complicati spesso mascherati da normalità, silenzi pesanti, distanze incolmabili. 'Separazioni' è ambientato nelle montagne innevate dell'Abruzzo e rappresenta il lungo inverno della famiglia protagonista. Una ragazza adolescente, nonostante la sua esperienza in escursionismo, scompare durante una salita. Adriano Giannini e la ceca Barbora Bobulova interpretano i genitori colti da una sofferenza senza ritorno. La fotografia, firmata da Paolo Carnera (reduce dal riconoscimento al David di Donatello per 'La Città Proibita'), trasforma il paesaggio innevato in un personaggio silenzioso ma onnipresente, un'entità bianca che incombe sui volti dei protagonisti.
Il film respira un'atmosfera drammatica che ricorda il capolavoro di Nanni Moretti 'La stanza del figlio', sebbene con toni più controllati e meno autocelebrativi. Ciò che emerge è una sorta di sospensione temporale dove l'attesa delle ricerche si sovrappone all'elaborazione del lutto. Chiantini costruisce questa dilatazione del tempo con una sobria compostezza narrativa, persino paragonabile a quella di Justine Triet in 'Anatomia di una caduta'. Nonostante il dolore, emerge una fragile speranza dai molti silenzi che attraversano il film. Ogni personaggio possiede una propria trama emotiva ben definita: il figlio che confida i suoi sensi di colpa solo al nonno, i genitori carichi di segreti indicibili. L'inquadratura di Bobulova, nel suo carico invisibile di dolore, rimanda a quadri come 'Il viandante sul mare di nebbia', ma reinventato in chiave femminile. Distribuito da Fandango e sostenuto dalla neonata Abruzzo Film Commission, possiede già i requisiti per circolare nei festival internazionali.
Ben diverso l'approccio di 'Love Letters'. Se in 'Separazioni' la famiglia è indagata attraverso la lente della perdita, qui il punto di partenza è l'attesa gioiosa di una nuova nascita. La storia si sviluppa a Parigi nella primavera del 2014, immediatamente dopo l'approvazione da parte del Parlamento francese della legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso. È questo il contesto storico che incornicia la narrativa della coppia protagonista composta da due donne sposate in dolce attesa, un'opera prima che guarda ai temi dell'amore, dell'accettazione e dei diritti con uno sguardo dolce e ottimista, in netto contrasto con la durezza della montagna abruzzese.