Il caso dell'attentato ai danni del giornalista Sigfrido Ranucci si arricchisce di un nuovo capitolo giudiziario. Gimmi Cangiano, parlamentare di Fratelli d'Italia, ha annunciato l'intenzione di presentare una denuncia contro Ranucci per calunnia e diffamazione. La decisione arriva a seguito di ulteriori sviluppi investigativi che, secondo il deputato, scagionerebbero completamente la sua persona dai sospetti fino ad ora alimentati pubblicamente e in televisione.
Secondo quanto riportato, da una conversazione telefonica tra il conduttore di Report e un esponente del Movimento 5 Stelle emergerebbe che Ranucci continuava a sostenere, anche fuori dalle telecamere, un possibile coinvolgimento di Cangiano nella collocazione dell'ordigno esplosivo davanti alla sua abitazione. "Una tesi che lo stesso collega pentastellato escludeva immediatamente", sottolinea Cangiano nelle sue dichiarazioni. Il parlamentare ha affidato ai suoi legali l'incarico di procedere formalmente, confidando nella serenità di chi si sa completamente estraneo ai fatti.
Parallелamente alle questioni legali che dividono il mondo della politica e dell'informazione, le indagini sulla bomba proseguono su binari completamente diversi. Gli investigatori hanno perquisito l'abitazione di Gomes Clesio Tavares, persona considerata il factotum dell'imprenditore Valter Lavitola, ritenuto il mandante dell'attentato. La perquisizione si è svolta in un comune dell'area napoletana, dove Tavares convive con la compagna. La donna è stata interrogata dai carabinieri come testimone informata dei fatti.
Le nuove piste investigative hanno permesso agli inquirenti di individuare soggetti e moventi che nulla hanno a che spartire con Cangiano, come sottolinea lo stesso deputato. Quanto a Tavares, attualmente risulterebbe trovarsi in Camerun. Nel contempo, Valter Lavitola, il principale sospettato di aver finanziato e ordinato l'attentato, era in procinto di abbandonare il territorio italiano per l'Africa. Stando alle informazioni raccolte, l'uomo aveva già acquistato il biglietto aereo al momento della perquisizione, che si è verificata la sera del 4 luglio.