L'estate 2026 non dà tregua agli italiani. Dopo le precedenti ondate di calore, una nuova fase di temperature eccezionali si prepara a colpire la Penisola per almeno due settimane consecutive. Gli esperti meteorologici avvertono che dal prossimo lunedì il Centro-Sud del Paese entrerà in una situazione di grave disagio climatico, con valori termici destinati a superare i 40 gradi, in particolare in Sardegna, Sicilia e nelle regioni del Centro Italia. Una situazione resa ancora più preoccupante dall'ondata di incendi che sta già devastando il Piemonte, la Valle d'Aosta e la Sardegna.
Al momento, solo Firenze e Perugia registrano il bollino rosso del ministero della Salute, il massimo livello di allerta caldo, almeno fino a domenica. Tuttavia, gli esperti prevedono un significativo aumento dei comuni e delle città in condizioni critiche nei giorni successivi, soprattutto nelle aree meridionali e centrali. Il fenomeno è legato all'espansione verso nord dell'anticiclone, che stavolta avrà una configurazione meno intensa rispetto alla seconda ondata di stagione. Nel frattempo, il Nord Italia beneficerà solo parzialmente del caldo grazie al passaggio di alcuni sistemi perturbati, mentre il fronte adriatico settentrionale vedrà una certa variabilità. I dati del Consorzio Lamma, coordinato da Cnr e dalla Regione Toscana, confermano che da lunedì aria molto calda di provenienza desertica affluirà verso l'Italia, alimentando ulteriormente l'anticiclone. Contestualmente, una vasta area di bassa pressione si posizionerà tra l'Europa orientale e il Mar Nero, generando quella che i meteorologi definiscono una "configurazione a omega", un pattern che avrà ripercussioni su gran parte del continente europeo.
L'Organizzazione meteorologica mondiale ha diffuso stime probabilistiche indicanti che l'estate del 2026 potrebbe registrare temperature mediamente superiori alla norma stagionale. Una portavoce della Commissione Europea ha commentato la situazione affermando che l'Ue continua a sperimentare ondate di calore sempre più frequenti, sottolineando che le politiche europee rimangono ancorate alle evidenze scientifiche dietro questi fenomeni climatici, con l'obiettivo di costruire strategie climaticamente resilienti.
Di fronte a questa emergenza, le istituzioni locali stanno attivando protocolli specifici. La Regione Lombardia ha messo in campo un vero piano operativo che prevede l'apertura di 'Cold Spot' nelle strutture comunitarie con collegamento ai pronto soccorso, il potenziamento dei posti letto ospedalieri disponibili, il monitoraggio costante dei flussi di accesso al sistema sanitario e ricoveri di sollievo presso le Rsa per le persone vulnerabili. Il Comune di Ovada, in provincia di Alessandria, ha dovuto limitare drasticamente l'utilizzo dell'acqua ai soli scopi domestici e sanitari. In Valle d'Aosta è stato formalmente dichiarato lo stato di grave pericolosità incendi, che resterà in vigore fino al verificarsi di precipitazioni significative, mentre il Piemonte conta già diversi roghi attivi sul territorio regionale.