Un episodio insolito ha scosso il mondo dell'informazione sportiva nella giornata del 10 luglio 2026. Diverse redazioni hanno ricevuto una comunicazione apparentemente ufficiale della Federcalcio argentina che denunciava presunte irregolarità arbitrali nel match tra l'Albiceleste e l'Egitto, con specifiche accuse rivolte all'arbitro Letexier di aver favorito indebidamente la squadra di Messi. Il messaggio aveva tutta l'aria di essere legittimo, inviato dai sistemi della stessa Afa.
A chiarire rapidamente la situazione è stata la stessa federazione argentina, che ha subito precisato come le missive non fossero state inviate da loro volontariamente. Secondo quanto comunicato ufficialmente, i sistemi informatici della Afa sarebbero stati oggetto di un accesso non autorizzato da parte di terzi malintenzionati. L'organizzazione ha fatto sapere di aver rilevato tempestivamente l'intrusione e di aver attivato immediatamente le procedure di sicurezza necessarie per contenere i danni.
Le indagini condotte successivamente puntano verso hacker egiziani come autori dell'attacco. Questo dato non stupisce particolarmente, considerando il clima di tensione creatosi in seguito all'eliminazione della nazionale egiziana nel torneo, avvenuta in circostanze che la tifoseria locale ha giudicato controverse. La rabbia per questo esito avrebbe dunque spinto ignoti cyber-criminali a tentare di screditare l'Argentina attraverso una manovra comunicativa azzardata e potenzialmente dannosa per la reputazione della federazione.
Secondo quanto riportato dal quotidiano La Calle, che ha raccolto testimonianze da fonti interne alle istituzioni calcistiche argentine, l'attacco è stato bloccato piuttosto velocemente, limitando di fatto la diffusione del materiale compromettente. Nonostante la breve durata dell'intrusione, il danno reputazionale iniziale era comunque stato cagionato, costringendo l'Afa a intervenire pubblicamente per ristabilire la verità e rassicurare gli stakeholder sulla legittimità delle proprie operazioni ufficiali.
L'episodio rappresenta un significativo promemoria sui rischi legati alla sicurezza informatica anche per le organizzazioni sportive di alto livello, sottolineando come anche federazioni prestigiose non siano completamente al riparo da sofisticate operazioni di hacking. Nel frattempo, la comunità dei tifosi argentini ha potuto tirare un sospiro di sollievo, evitando quella che sarebbe stata una controversia ben più seria per l'immagine della propria squadra nazionale.