Il Venezuela sta lentamente riprendendo le sue funzioni vitali dopo il terribile doppio terremoto che ha scosso il Paese il 24 giugno scorso. La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha comunicato in questi giorni che quasi la totalità della rete elettrica nello Stato di La Guaira, la zona più duramente colpita dalle scosse sismiche, è tornata operativa. Gli ultimi dati ufficiali indicano il ripristino del 96% della fornitura di energia, con 21 sottostazioni completamente riattivate. La Rodríguez ha effettuato sopralluoghi nelle aree più devastate, come Macuto, per verificare personalmente lo stato dei lavori di ricostruzione.
Meno positiva è la situazione per quanto riguarda l'approvvigionamento idrico. Sebbene l'84% della popolazione abbia recuperato l'accesso all'acqua potabile, le comunità ancora isolate dipendono dalle autobotti delle autorità per i rifornimenti di emergenza. Le difficoltà logistiche rimangono quindi consistenti, specialmente nei territori più remoti o difficili da raggiungere con i mezzi convenzionali. Gli interventi continueranno nei prossimi giorni per estendere ulteriormente la copertura.
Rimangono invece ancora in fase iniziale gli sforzi per ricostituire le telecomunicazioni. La compagnia pubblica Cantv, responsabile dei servizi di connettività statali, non ha ancora completato il ripristino delle sue infrastrutture danneggiate dal sisma. Questo rappresenta un ostacolo significativo per le operazioni di soccorso e coordinamento delle risorse umanitarie.
Il bilancio umano della catastrofe naturale è devastante: il governo ufficializza 3.899 decessi, con oltre 16.700 persone ferite e quasi 18.000 sfollate dalle loro abitazioni. Le operazioni di ricerca e soccorso hanno permesso di estrarre dalle macerie almeno 6.462 persone. Gli esperti riconoscono che si tratta del terremoto più letale che il Venezuela abbia affrontato negli ultimi cento anni, un evento che lascerà cicatrici profonde nella memoria collettiva della nazione caraibica.