La regione Campania esce dall'esame annuale dei servizi sanitari con una valutazione positiva, ma i margini di sicurezza sono ridottissimi. Il ministero della Salute ha diffuso ieri i risultati del monitoraggio 2024 relativo ai Livelli Essenziali di Assistenza, riprendendo la procedura di valutazione integrale interrotta durante la fase acuta della pandemia da Covid-19. I dati fotografano uno scenario preoccupante: il Sistema Sanitario Nazionale continua a scontare una marcata disparità geografica che penalizza sistematicamente il Sud Italia.
Secondo l'analisi basata sul Nuovo Sistema di Garanzia, la Campania ha raggiunto i parametri minimi richiesti, ma la situazione non consente euforia. In particolare, il settore della prevenzione rappresenta il tallone d'Achille della sanità regionale: è proprio in questa area che si concentrano le maggiori fragilità strutturali e organizzative. La prevenzione è considerata cruciale per ridurre il carico di malattie evitabili e per contenere i costi complessivi del sistema sanitario, eppure rimane cronicamente sottodimensionata nel territorio campano.
Il quadro complessivo che emerge dal rapporto ministeriale evidenzia come l'Italia continui a soffrire di un dualismo sanitario che oppone le regioni del Nord, generalmente più solide nei servizi offerti, a quelle del Mezzogiorno, costrette a operare con risorse e capacità strutturali inferiori. Questa disuguaglianza si ripercuote direttamente sulla qualità dell'assistenza erogata ai cittadini e rappresenta una sfida persistente per le politiche nazionali di equità sanitaria.
I risultati del monitoraggio 2024 confermano dunque la necessità di interventi più incisivi e mirati, soprattutto nel Meridione. La Campania, pur avendo superato la soglia di accettabilità, dovrà concentrare sforzi significativi per consolidare le performance attuali e colmare i gap nel settore preventivo, dove il ritardo accumulato nel tempo continua a penalizzare l'efficienza complessiva del servizio sanitario regionale.