Un traguardo storico che ha attraversato i giornali italiani quasi in sordina: l'export del nostro Paese ha superato quello del Giappone nell'arco di dodici mesi, da maggio 2025 ad aprile 2026. Un risultato straordinario se consideriamo che Tokyo vanta una popolazione doppia della nostra e possiede un modello industriale considerato a livello mondiale come riferimento di eccellenza e innovazione. Il sorpasso rappresenta un momento degno dei libri di storia economica, eppure la stampa nazionale non ha colto pienamente la portata di questa notizia, relegandola ai margini del dibattito pubblico.
La chiave di questo successo risiede in una dinamica sottovalutata per decenni sia dalle università che dalle redazioni: il rafforzamento competitivo progressivo del Made in Italy attraverso specializzazioni sempre più sofisticate. Per troppo tempo, gli esperti hanno ritenuto che la nostra specializzazione internazionale fosse anacronistica e perdente. I critici puntavano il dito contro le dimensioni modeste delle nostre aziende, l'assenza dai settori trainanti come automotive, elettronica e telecomunicazioni, e soprattutto il frammentarsi delle esportazioni in migliaia di piccoli prodotti. Queste considerazioni, però, sono state sistematicamente smentite dalla realtà dei numeri.
Proprio questa molteplicità di prodotti rappresenta il vero punto di forza del nostro sistema economico. Negli ultimi anni abbiamo assistito alla crescita impetuosa di nicchie produttive che per lungo tempo erano rimaste invisibili agli analisti. Sono stati proprio questi segmenti specializzati, coltivati con dedizione dal tessuto imprenditoriale italiano, a catapultarci verso ruoli sempre più centrali nel commercio globale, fino al sorpasso ai danni di una potenza industriale come il Giappone.
I dati statistici internazionali ora disponibili forniscono una visione più sofisticata della realtà. L'Italia oggi compete direttamente per il quarto posto nell'export mondiale, un gradino dietro i tre giganti Cina, Stati Uniti e Germania, dividendo la posizione con il Giappone e con la Corea del Sud, emergente potenza industriale specializzata nei semiconduttori per l'Intelligenza Artificiale. Utilizzando la classificazione internazionale HS a sei cifre, che suddivide il commercio mondiale in circa cinquemilatrecento categorie merceologiche, emerge un dato di straordinaria importanza economica: oltre il settanta per cento delle esportazioni italiane nel 2025 proviene da circa mille prodotti distinti, ciascuno con volumi che oscillano tra i cento milioni e i sette miliardi di dollari. Non si tratta, dunque, di piccolezze, ma di voci rilevanti che insieme configurano una forza competitiva diffusa, capillare e resiliente sul mercato globale.