Un esperimento letterario originale quello proposto dal medico psicoanalista Luciano Casolari, che immagina una seduta terapeutica con la Nato come paziente. In questa insolita consultazione, l'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord si presenta soffrendo di una profonda ansia esistenziale, nonostante i successi strategici conseguiti nel corso della sua storia.

Secondo il racconto di Casolari, l'Alleanza Atlantica lamenta di sentirsi costantemente sotto assedio, in preda a una fobia radicata che contrasta nettamente con la sua posizione di forza oggettiva nel sistema internazionale. Fondata nel 1949 come risposta al blocco sovietico, la Nato è cresciuta fino a incorporare 32 nazioni tra le più prospere del pianeta, controllando quasi il 50% della ricchezza globale e gestendo oltre la metà della spesa mondiale per la difesa. Nonostante questa supremazia, l'organizzazione rimane tormentata da timori che non trovano riscontro nella realtà.

Nella terapia immaginaria, la Nato ricorda il momento di massima gloria: il 1989, anno del crollo dell'Unione Sovietica e della dissoluzione del Patto di Varsavia, che segnò una vittoria storica indiscussa. Tuttavia, lo psicoanalista conduce il dialogo verso territori più complessi, evidenziando come l'alleanza abbia assunto progressivamente un ruolo che va ben oltre la difesa collettiva. Attraverso numerosi interventi militari, l'Alleanza ha infatti imposto le proprie condizioni politiche e democratiche in vari scenari internazionali, autoproclamandosi di fatto «gendarme mondiale».

Casolari utilizza questa finzione letteraria per sottolineare una contraddizione psicologica più ampia: quella di un'istituzione che descrive se stessa come esclusivamente difensiva, mentre ammette di aver agito offensivamente per prevenire minacce anche solo potenziali o per esportare il proprio modello di governo. Lo psicoanalista paragona questo comportamento alla dinamica psicologica del bullismo, dove l'aggressività nasce da insicurezze profonde e paure inconsce piuttosto che da una reale necessità di protezione.

L'articolo, sebbene rivestito di tono ironico e immaginario, rappresenta una critica sottile alle incoerenze della politica estera atlantica e alla percezione di minaccia che persiste all'interno dell'alleanza nonostante l'assenza di nemici comparabili. La seduta immaginaria solleva domande sulla natura effettiva della Nato contemporanea: è ancora un'alleanza difensiva come proclamato, o si è trasformata in uno strumento di consolidamento egemone globale? Il dibattito rimane aperto, proprio come la terapia dello strano paziente collettivo immaginato da Casolari.