La campagna mondiale di Christian Pulisic si chiude con un bilancio amaro e una pioggia di critiche da parte della stampa statunitense. Il fantasista rossonero, atteso come protagonista assoluto della spedizione americana, non ha saputo mantenere le promesse iniziali: un assist nella prima gara, seguito da ricorrenti problemi fisici che ne hanno limitato il contributo fino all'eliminazione della nazionale.
Secondo quanto riportato da ESPN online, il talento del Milan non ha incarnato il ruolo di leader che molti esperti gli avevano assegnato. Anzi, la testata americana sottolinea come Pulisic sia rimasto "il grande enigma" della competizione, un contrasto stridente rispetto alle attese. La critica più pungente riguarda addirittura il suo apporto ai mondiali, limitato a comparire negli spot pubblicitari accanto a Leo Messi, piuttosto che brillare sul rettangolo di gioco.
Le accuse vanno però oltre i soli risultati sportivi. I media statunitensi rimproverano al giocatore una mancanza di intensità e costanza rispetto alle bandiere storiche della nazionale come Landon Donovan e Clint Dempsey. Secondo ESPN, Pulisic farebbe fatica a comprendere davvero cosa significhi rappresentare la selezione a stelle e strisce, come evidenziato dal suo atteggiamento di minimizzazione dell'evento: definirlo "semplicemente un altro grande torneo" tradisce una disconnessione rispetto al legame profondo che i veri campioni mantengono con i colori nazionali.
Le difficoltà di Pulisic durante il mondiale rispecchiano in realtà una stagione altalenante con il Milan: 8 reti nella prima metà della stagione seguiti da soli 2 gol nel girone di ritorno. Una parabola discendente che preoccupa tanto l'ambiente rossonero quanto quello statunitense, alimentando dubbi sulla sua capacità di emergere nei momenti che contano davvero.