Una giornata indimenticabile quella del 6 luglio 2026 per Liborio Princiotta, insegnante di religione presso l'istituto Merendino di Capo d'Orlando, in provincia di Messina. Al mattino ha superato la discussione davanti alla commissione che lo ha ufficialmente immesso in ruolo, mettendo fine a ben ventitré anni trascorsi nel precariato scolastico. La sera stessa, però, la medesima scuola lo ha celebrato durante la tradizionale festa di fine anno dedicata ai pensionati. Una coincidenza straordinaria che ha trasformato quello che doveva essere un giorno di consacrazione professionale in un'occasione di doppia celebrazione.

La storia di Princiotta affonda le radici in una trasformazione personale avvenuta nel 2003, quando la perdita della moglie lo ha spinto ad avvicinarsi alla Chiesa. Successivamente ha deciso di intraprendere studi accademici, conseguendo una laurea in Scienze religiose, e durante il suo percorso universitario ha iniziato a svolgere incarichi come supplente. Da quel momento, il precariato è diventato la sua costante compagna lavorativa fino ai giorni scorsi, periodo durante il quale ha insegnato con dedizione agli studenti messinesi.

"La mattina ho discusso davanti alla commissione per entrare di ruolo e ho superato la prova, mentre la sera la scuola aveva già organizzato la festa per i pensionati e ho festeggiato due volte," ha raccontato Princiotta in un'intervista. Alla domanda sulla ragione che lo ha spinto a partecipare al concorso pur sapendo che la sua carriera stesse per concludersi, l'insegnante ha fornito una risposta che sottolinea la passione che ha sempre caratterizzato il suo operato: "Per chi svolge questo mestiere con amore e dedizione, vincere un concorso rimane una soddisfazione senza pari. Sono stati anni lunghi caratterizzati da instabilità lavorativa, ma non mi sono mai arreso."

La particolarità del caso ha attirato l'attenzione anche della dirigenza scolastica. La preside Maria Ricciardello ha spiegato che l'insegnamento della religione presso l'istituto era rimasto senza concorso per oltre venti anni, essendo gestito direttamente dalla curia diocesana. Lo scorso anno, finalmente, è stato bandito il concorso pubblico, e il completamento dell'anno di prova ha coinciso esattamente con la data in cui Princiotta ha raggiunto l'età pensionabile. "Si tratta di un fatto davvero eccezionale," ha commentato la dirigente.

Gli studenti hanno manifestato il loro disappunto per l'addio del professore, inviandogli numerosi messaggi per esprimere il desiderio di mantenerlo ancora tra i banchi. Ma Princiotta ha colto l'occasione per trasmettere un insegnamento più profondo: "Il messaggio che voglio lasciare ai miei alunni è di non arrendersi mai, perché dopo ventitré anni di sacrifici accadono sempre cose inaspettate." Con questa esperienza, il docente rivolge anche un appello al ministero competente affinché rifletta sulla gestione dell'insegnamento religioso nel sistema scolastico italiano, una materia che merita maggiore attenzione e pianificazione strategica.