Una perdita significativa per la musica italiana: Peppino Di Capri si è spento oggi, 11 luglio, all'interno della sua residenza a villa Castiglione sull'isola dove era nato nel 1939. A ottantasei anni, il pianista e cantautore ha concluso una carriera straordinaria dopo una lunga malattia, lasciando dietro di sé un eredità artistica indelebile. Con lui se ne va uno degli ultimi testimoni dell'epoca d'oro della canzone italiana, quella che ha saputo conquistare il pubblico nazionale e internazionale con eleganza e raffinatezza.

Tra i primi a rendere omaggio al maestro scomparso è stato il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, che lo conosceva personalmente. Mazzi ha sottolineato come Di Capri sia stato il massimo rappresentante della tradizione canora napoletana, annunciando un gesto simbolico di grande rilevanza: l'intero percorso che porterà il repertorio napoletano al riconoscimento dell'Unesco come patrimonio dell'umanità sarà dedicato proprio a lui. Una scelta che onora sia l'artista che la ricchezza culturale di una tradizione musicale millenaria.

La carriera di Peppino Di Capri è stata costellata di successi memorabili. Brani come «Champagne», «Roberta», «Il sognatore» e «St. Tropez Twist» hanno accompagnato generazioni di italiani, diventando veri e propri classici della musica leggera nazionale. La sua esperienza sanremese testimonia ulteriormente l'importanza del suo ruolo nel panorama musicale: ha trionfato al Festival di Sanremo in due occasioni, nel 1973 con «Un grande amore e niente più» e nel 1976 con «Non lo faccio più».

Oltre al suo talento di cantante, Di Capri è stato anche un compositore di rilievo e un pianista di grande sensibilità artistica, caratteristiche che hanno contraddistinto ogni sua interpretazione. La sua eleganza sia sulla scena che nella composizione lo ha reso un punto di riferimento stilistico per molti artisti successivi.

Di Capri lascia tre figli: Igor, nato dalla relazione con Roberta Stroppa, ed Edoardo e Daria, avuti dalla moglie Giuliana Gagliardi. Il ministro Mazzi ha espresso vicinanza alla famiglia, riconoscendo il valore umano e artistico di un uomo che ha contribuito in maniera decisiva a mantenere viva la tradizione musicale italiana nel mondo.