A distanza di due anni dal passaggio di proprietà, Steven Zhang non ha rinunciato a contendere il compenso che ritiene dovutogli. L'ex numero uno dell'Inter ha intrapreso un'azione legale presso le autorità lussemburghesi che potrebbe costare caro a Oaktree, il fondo statunitense che ora controlla il club milanese. La pretesa dell'imprenditore cinese si aggira intorno ai 450 milioni di euro, una cifra che non nasce dal nulla ma è radicata in principi di diritto riconosciuti internazionalmente.
La vicenda risale ad aprile 2024, quando scadde il finanziamento da 250 milioni che Oaktree aveva erogato a Zhang tre anni prima. Nel frattempo, gli interessi annui al 12% avevano fatto lievitare il debito fino a circa 400 milioni. Di fronte all'incapacità di ripagare, il fondo americano esercitò il pegno sulle azioni interiste, poste a garanzia della transazione. La scelta del Lussemburgo non era casuale: la legislazione locale consente al creditore di acquisire immediatamente i beni pignorati senza necessità di aste giudiziarie, a differenza di quanto accadrebbe in Italia. È lo stesso meccanismo che aveva permesso a Elliott di rilevare il Milan dopo l'insolvenza di Yonghong Li.
Ma qui emerge il nodo giuridico cruciale. Una norma presente in tutti gli ordinamenti moderni, il cosiddetto patto marciano, stabilisce che quando un bene pignorato vale più del debito, la differenza deve essere liquidata al debitore. Oaktree non può semplicemente arricchirsi: ha diritto a farsi pagare il credito, non a trattenere l'eccedenza. Il problema centrale diventa quindi determinare il valore effettivo dell'Inter al momento del pignoramento. Sebbene i bilanci consolidati mostrino un patrimonio netto negativo, il valore di una società non coincide con i numeri contabili. Dipende piuttosto dalla capacità di generare profitti e flussi monetari. Nel calcio, la prassi consolidata applica un moltiplicatore ai ricavi operativi: metodo semplice e ampiamente riconosciuto dal mercato.
Un collegio di periti avrà presumibilmente il compito di stabilire il valore reale dell'Inter, probabilmente utilizzando una media tra diverse metodologie di valutazione. Se questo valore dovesse superare i circa 400 milioni del debito, Zhang avrebbe diritto al rimborso della differenza. Per Oaktree non si tratterebbe di un problema di disponibilità liquida, ma cambierebbe radicalmente il profilo economico di un'operazione che il fondo aveva tentato di evitare fino all'ultimo. Negli ultimi ventiquattro mesi, tuttavia, il club ha guadagnato valore considerevolmente: la seconda finale di Champions in tre anni ha generato ricavi superiori alle previsioni, consentendo anche il rimborso parziale dei debiti. I fondi di investimento inseguono rendimenti annui tra il 14 e il 15%, e l'apprezzamento degli asset rimane centrale nelle loro strategie.