Una notte di paura quella tra il 10 e l'11 luglio a Bologna, quando un giovane di nazionalità marocchina ha dato vita a una folle corsa in auto, mettendo a rischio l'incolumità di cittadini e forze dell'ordine. L'uomo, 27 anni, si trovava in evidente stato di ebbrezza quando i carabinieri lo hanno fermato mentre si avvicinava a una Mercedes ad alta cilindrata con un'andatura che subito ha insospettito i militari. In quella occasione, il giovane ha assicurato ai carabinieri che non sarebbe stato lui alla guida, bensì un'altra persona già presente sul veicolo.
Pochi istanti dopo il loro allontanamento, il marocchino ha però tradito la promessa: si è seduto al posto di guida e ha accelerato bruscamente, partendo a velocità sostenuta dal parcheggio. I carabinieri, intuito il pericolo, hanno immediatamente intimato l'alt secondo le procedure di sicurezza. Invece di fermarsi, il conducente ha premuto ulteriormente sull'acceleratore, modificando deliberatamente la traiettoria dell'auto verso il mezzo dei militari. L'impatto è stato violento e ha causato ferite ai due carabinieri, per fortuna non gravi e giudicate guaribili in circa dieci giorni di riposo.
Non contento, il conducente ha proseguito nella sua rocambolesca fuga, urtando indiscriminatamente automobili parcheggiate lungo il percorso. La sua corsa sfrenata si è conclusa solamente quando il veicolo ha impattato contro un paletto metallico, che ne ha bloccato la progressione. A quel punto, temendo di essere catturato, il giovane ha tentato di dileguarsi a piedi, un tentativo tuttavia fallito in pochi secondi quando i carabinieri lo hanno raggiunto e fermato.
Durante l'operazione di controllo, i militari hanno proposto al 27enne di sottoporsi a un test tossicologico, richiesta che ha fermamente rifiutato. La perquisizione dell'abitacolo ha portato al rinvenimento di un tubo metallico della lunghezza di 50 centimetri, oggetto considerato potenzialmente offensivo. Le accuse formulate nei confronti dell'uomo includono resistenza a pubblico ufficiale e porto di attrezzi atti a offendere. Non è la prima volta che il marocchino si trova in conflitto con la legge: il suo fascicolo è già noto alle forze dell'ordine per precedenti reati legati al traffico di sostanze stupefacenti.