La vicenda che lega il giornalista Sigfrido Ranucci e l'imprenditore Valter Lavitola si complica ulteriormente con l'emergere di nuovi dettagli sulla loro collaborazione. Lavitola, attualmente coinvolto nell'inchiesta della Procura di Roma per l'attentato avvenuto a ottobre davanti alla sua abitazione a Pomezia, ha deciso di raccontare come si è sviluppato il rapporto professionale con il volto di Report, un legame che entrambi avevano pubblicamente rivendicato negli anni.
Al centro della disputa emerge ancora una volta il caso di Nicole Minetti e della grazia presidenziale concessa all'ex consigliera regionale lombarda. Nella puntata del 3 maggio 2026, Ranucci aveva mandato in onda un servizio intitolato "La zia d'America" che partiva dall'imprenditore Paolo Zampolli e toccava anche il rapporto tra Giuseppe Cipriani e Minetti, sollevando interrogativi sulla decisione di clemenza. Proprio su questa inchiesta, secondo quanto riportato, sarebbe stato fondamentale il contributo informativo di Lavitola, che avrebbe fornito al conduttore documentazione e spunti investigativi relativi a questa trama.
Ciò che ora emerge con chiarezza è una divergenza significativa tra i due sulla linea editoriale da seguire. Lavitola sostiene infatti di aver esplicitamente sconsigliato a Ranucci di perseguire una pista specifica riguardante supposte visite del ministro della Giustizia Carlo Nordio a un ranch in Uruguay dove risiedevano Minetti e il suo compagno. L'imprenditore sostiene di avergli detto con fermezza che quella ricostruzione non corrispondeva ai fatti e che il Guardasigilli non sarebbe mai stato in quel luogo. Proprio quella teoria sarebbe stata poi presentata dal conduttore durante un collegamento televisivo il 28 aprile, generando una bufera che avrebbe costretto successivamente Ranucci a chiedere scusa pubblicamente.
La domanda che resta inevasa è chi abbia originariamente diffuso l'informazione che il conduttore avrebbe poi amplificato in televisione, dal momento che la stessa fonte che lo aveva aiutato su altri aspetti del caso non avrebbe mai convalidato quella particolare versione dei fatti. La rottura tra i due uomini sembra consumarsi proprio intorno a questo snodo, con Lavitola che si dice amareggiato da quanto accaduto e dalla gestione della vicenda.
In aggiunta a questi elementi, emerge anche notizia di un sondaggio commissionato da Lavitola alla società "Izi" per valutare il gradimento e la popolarità dello stesso Ranucci, con un costo complessivo di circa 3600 euro secondo le fonti disponibili. Tale ricerca sarebbe stata finanziata attraverso un meccanismo di piccole donazioni provenienti da più soggetti, un dettaglio che aggiunge un ulteriore strato di complessità a una relazione che era stata presentata come basata su fiducia e stima reciproca.