Una tragedia che ha colpito la provincia di Trento: Gianna Sommavilla, residente a Ziano di Fiemme e originaria di Moena, è venuta a mancare dopo circa un mese dalla puntura di una zecca che le ha trasmesso una pericolosa encefalite. La donna si trovava ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Santa Chiara quando le sue condizioni si sono aggravate in modo irreversibile. I medici hanno combattuto per salvare la sua vita, ma l'infezione ha preso il sopravvento causando danni cerebrali che si sono rivelati fatali.
Tutto è iniziato il 6 giugno quando la 76enne è stata morsa da una zecca mentre si trovava nei prati nei pressi della sua abitazione. Nel giro di poche ore ha manifestato i primi sintomi allarmanti, spingendo lei e i familiari a recarsi presso il pronto soccorso dell'ospedale di Cavalese per una valutazione medica. Qui è stata ricoverata in via precauzionale, sperando che il riposo e le cure potessero contenere l'infezione.
Per quasi due settimane la febbre alta non ha accennato a diminuire e i sintomi hanno continuato a persistere nonostante le terapie somministrate. Le condizioni cliniche sono peggiorate progressivamente, rendendo necessario un trasferimento d'urgenza al ospedale di riferimento regionale Santa Chiara di Trento, dove dispone di strutture di terapia intensiva più attrezzate. Una volta trasferita, i sanitari hanno intrapreso tutte le procedure possibili per combattere l'infezione ormai in corso.
Purtroppo, nonostante gli sforzi del team medico e le cure intensive messe in atto, il virus ha continuato a moltiplicarsi compromettendo gravemente le funzioni cerebrali della paziente. Il danno neurologico si è dimostrato irreversibile e la donna è deceduta nella serata del 10 luglio. Questo caso ricorda il rischio concreto rappresentato dalle zecche, vettori di malattie potenzialmente letali, specialmente per le persone anziane con sistemi immunitari più vulnerabili.