Beatrice Venezi ha deciso di aprire una nuova finestra sul suo universo professionale e personale lanciando un blog nel suo sito ufficiale. La scelta della direttrice d'orchestra risponde a un'esigenza precisa: condividere pensieri e storie che non trovano spazio naturale nei post sui social media né negli articoli delle riviste specializzate. «Ci sono argomenti che necessitano di uno spazio intermedio, uno territorio che appartiene a chi scrive e a chi legge, senza intermediari», spiega Venezi introducendo questa nuova iniziativa.
Il progetto si integra con il sito personale della musicista, dove sono già disponibili il curriculum vitae, l'elenco dei riconoscimenti ottenuti, la rassegna stampa e le informazioni sulle collaborazioni artistiche. Nel nuovo blog, la Venezi affronta il cuore del suo mestiere: «Lavoro con i silenzi tra una nota e l'altra. È lì che accade tutto, in quegli intervalli minimi che il pubblico non sente nemmeno». Un'osservazione che cattura l'essenza del lavoro della direttrice, dove la musica non è solo suono ma anche assenza e pausa.
Il primo contributo è dedicato al teatro Colón di Buenos Aires, città dove Venezi ha avuto occasione di lavorare intensamente negli ultimi anni. «Ho scelto il Colón come inizio perché rappresenta il luogo dove ho veramente sentito di trovarmi dove dovevo essere», racconta. Durante la sua carriera internazionale, ha dirigente orchestre in contesti molto diversi, ma Buenos Aires le ha fatto scoprire una compagine musicale che vive profondamente la musica stessa, non per abitudine. «È una differenza enorme», sottolinea.
Nel secondo articolo, Venezi ripercorre le storie di Robert Schumann e Iannis Xenakis, compositori che incarna complesse vicende umane. Qui emerge la sua filosofia narrativa: usare le biografie altrui per illuminare domande universali. Una delle sue riflessioni più forti recita: «Chi scruta veramente l'abisso rischia di cadervi dentro». Il Festival EOLIè diventa in questo contesto una metafora: isole che rappresentano simultaneamente superficie e profondità, dove la vita continua nonostante le contraddizioni.
Venezi rivela anche aspetti della sua formazione personale: non proviene da una famiglia di musicisti e non ha beneficiato di veri padrini nel settore. La sua strada si è costruita su testardaggine, passione per la musica e l'incontro con persone che hanno creduto nel suo potenziale prima ancora che lei stessa nutrisse piena fiducia nelle sue capacità. Il blog diventa così uno strumento per raccontare il lato umano di una professionista che ha scelto di mantenere una certa riservatezza, lasciando emergere la persona solo quando necessario.