Dopo oltre vent'anni di assenza dalle urne, i palestinesi torneranno a votare il prossimo 28 novembre. L'annuncio arriva da Mahmoud Abbas, presidente dell'Autorità Palestinese, che ha indetto le elezioni parlamentari in tutti i territori sotto controllo palestinese: Cisgiordania, Gerusalemme Est e Gaza. Si tratta di un passaggio storico che interesserà una popolazione in cui l'età media è inferiore ai vent'anni, il che significa che la maggior parte degli abitanti non ha mai partecipato a un voto nazionale.
Abbas, novantenne alla guida dell'Autorità dal 2005 quando successe a Yasser Arafat, ha già compiuto una mossa controversa preliminare alle elezioni. Lo scorso mese ha firmato una legge che esclude dalla competizione sia Hamas che la Jihad islamica palestinese, suoi principali avversari politici. Si tratta di una decisione che ha suscitato critiche in merito alla natura democratica del processo elettorale. Non è la prima volta che Abbas annuncia elezioni: già nel 2021 aveva fissato consultazioni legislative e presidenziali rispettivamente a maggio e luglio, poi rinviate indefinitamente. Ad aprile scorso si sono svolte elezioni locali per eleggere i consigli comunali in Cisgiordania, le prime dal 2023.
Gli esperti analisti interpretano questa decisione come un tentativo di Abbas di ottenere credibilità internazionale. Negli ultimi anni, l'Autorità Palestinese ha fronteggiato accuse ricorrenti di corruzione. Funzionari americani hanno fatto sapere che l'Autorità potrà giocare un ruolo significativo nella ricostruzione di Gaza dopo il conflitto solo se implementerà riforme strutturali profonde. Tuttavia, proprio pochi mesi fa, Abbas ha contribuito a promuovere un membro della sua famiglia a una posizione di vertice all'interno di Fatah, il suo partito, alimentando nuove accuse di nepotismo e mettendo in discussione la serietà dell'impegno riformatore.
La pressione della comunità internazionale è aumentata considerando che numerosi paesi continuano a finanziare l'Autorità Palestinese, considerando le elezioni regolari e trasparenti un prerequisito essenziale. In Cisgiordania, intanto, il quadro della sicurezza si è deteriorato notevolmente sin dall'inizio della guerra a Gaza nell'ottobre 2023, con violenze in aumento e una proliferazione significativa degli insediamenti coloniali israeliani. Nonostante gli annunci ufficiali, alcuni osservatori mantengono scetticismo circa la reale possibilità che le elezioni si svolgano effettivamente nelle date previste.