Una donna di trentatré anni, Luigia Fortunato, ha perso la vita in circostanze tragiche nella sua abitazione a Loreto, in provincia di Ancona. Responsabile del delitto è l'ex compagno Sami Khemaies, 38 anni, fermato con l'accusa di omicidio aggravato. Secondo la ricostruzione degli eventi, l'uomo ha colpito la donna con un'arma da taglio durante quello che rappresentava l'ennesimo conflitto tra i due.

La procura di Ancona ha comunicato che, al momento, non sussistono elementi che conducano a qualificare il reato come femminicidio. Gli investigatori ritengono che manichino sia la componente discriminatoria sia la volontà di esercitare una prevaricazione basata sul genere della vittima, fattori che configurerebbero tradizionalmente questo tipo di delitto.

La dinamica relazionale tra i due era complessa. Sebbene separati da diversi anni, Khemaies e Fortunato continuavano a convivere. L'uomo, rientrato a Loreto nel 2024 dopo aver scontato cinque anni di detenzione per traffico di stupefacenti, era stato accolto dalla donna principalmente per proteggere il benessere del loro figlio di otto anni, evitando che il padre dovesse fare ritorno in Tunisia e creando un distacco traumatico per il minore.

Tuttavia, la convivenza si era rivelata sempre più insostenibile. La madre della vittima ha riferito agli inquirenti che la figlia era esasperata dalla situazione, affermando che "non ne poteva più di lui". Le tensioni accumulate tra i due hanno raggiunto il culmine nel corso dell'ultimo alterco, culminando nel tragico evento che ha portato alla morte di Luigia.