Daniela Fumarola rompe il silenzio sulla sua vita privata in un'intervista televisiva che andrà in onda martedì 14 luglio su Rai2, nel programma Storie al bivio di sera condotto da Monica Setta. La leader della Cisl per la prima volta parla apertamente dei sacrifici personali legati al suo ruolo, rivelando di aver rinunciato alla maternità e alla costruzione di una famiglia tradizionale per dedicarsi completamente all'attività sindacale.

«Ho abbandonato il progetto di metter su famiglia, ma non me ne pento», afferma Fumarola durante l'intervista. «Ho trovato una famiglia ancora più grande nella Cisl». La dirigente sindacale, che governa un'organizzazione da oltre 4 milioni e 200mila tesserati in costante crescita tra il pubblico giovanile, racconta di come la scelta di impegnarsi totalmente nel sindacato sia stata naturale piuttosto che frutto di calcoli ambiziosi. «Non ho fatto strategie per salire, semplicemente ho fatto il mio dovere», spiega Fumarola, parafrasando quello che probabilmente direbbe suo padre.

Originaria di Taranto, Fumarola ripercorre i propri inizi raccontando che da bambina non avrebbe mai immaginato una carriera di questa portata. «Volevo fare il messo comunale», confessa. La sua infanzia è stata caratterizzata da disciplina ferrea: suo padre incoraggiava lei e le sorelle con gare di nuoto, ma raramente dispensava complimenti, ritenendo l'impegno massimo una cosa scontata piuttosto che meritoria.

Oggi Fumarola vive sotto scorta e dedica ogni energia al lavoro sindacale, un impegno che dice non le pesa. «Le gratificazioni che ricevo mi compensano ampiamente di ogni sacrificio», dichiara. Nei rari momenti di libertà, torna a casa a Taranto per stare con i familiari e coltiva una sola passione al di fuori dal sindacato: la cura dei fiori, in particolare le peonie. Si descrive come una persona paziente, determinata e incline alla condivisione, ma avverte: chi la tradisce non avrà una seconda chance. «Quando vengo tradita archivio e dimentico, ma non perdono mai», conclude con tono perentorio.