A Sanremo, venerdì 10 luglio, si è svolta un'iniziativa a carattere sportivo promossa da ambienti futuristi che hanno scelto l'attività motoria come strumento di tempra personale. Protagonista della giornata il generale Roberto Vannacci, che ha colto l'occasione per offrire una lezione di stile: si è tolto la maglietta dinnanzi alle telecamere e si è tuffato in mare, partecipando a prove che includevano nuoto, ciclismo e corsa campestre. Il filo conduttore dell'evento ruotava intorno al celebre detto latino "mens sana in corpore sano", con l'aggiunta della clausola "senza compromessi".
Secondo Vannacci, il legame fra attività sportiva e capacità amministrativa è diretto e inoppugnabile. "Lo sport rappresenta salute, la salute è vita, e un cittadino in forma fisica grava meno sulle casse del Servizio Sanitario Nazionale oltre a godere di maggiore stabilità psicologica", ha affermato il generale durante la manifestazione. Le sue parole tuttavia si sono rivolte soprattutto al mondo politico, che a suo avviso dovrebbe fare propri questi principi anziché partecipare a eventi che lui considera non consoni.
Vannacci ha quindi lanciato una sfida diretta ai suoi colleghi di governo e opposizione: "Bisognerebbe sottoporre tutti i politici a prove fisiche. Del resto, per fare politica serve davvero un fisico straordinario, e io sono pronto a dimostrarlo". Dietro queste parole emerge una visione che strumentalizza lo sport come marcatore di merito personale e come differenziale rispetto a chi, secondo la sua prospettiva, persegue un diverso orientamento culturale.
L'evento si è configurato meno come un'occasione di promozione genuina dell'attività motoria e più come piattaforma di auto-celebrazione, dove il messaggio sportivo si intreccia con una dichiarata distanza da quanto Vannacci considera incompatibile con i valori che rappresenta.