Il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Gabriele Gravina, ha ribadito con forza l'impegno dell'ente nel contrastare ogni forma di violenza all'interno del mondo del calcio. Durante la conferenza stampa per l'assegnazione del 15esimo Premio Bearzot a Cesc Fabregas, Gravina ha sottolineato come la Figc mantenga una posizione ferma e senza compromessi su questa materia, sottolineando che l'intransigenza dimostrata non si esaurisce meramente nelle sanzioni disciplinari, ma rappresenta un principio fondamentale della gestione federale.
Il riferimento principale del discorso del numero uno della Federazione riguarda il caso della giovane arbitro Valentina Zamburru, sedicenne vittima di aggressione durante la partita di calcio giovanile Under 17 femminile tra Nuova La Salle e Gioventù Sarroch, disputata in Sardegna lo scorso 28 febbraio. Un episodio che ha scosso il mondo dello sport italiano e che ha portato l'organismo federale ad applicare le punizioni massime previste dal regolamento disciplinare.
Nel dettaglio, Gravina ha spiegato che nei confronti dell'autore dell'aggressione è stata comminata una squalifica di cinque anni cui si aggiunge la preclusione perpetua dall'attività calcistica, configurando di fatto quella che viene comunemente definita squalifica a vita. "Oltre ai cinque anni abbiamo aggiunto anche l'interdizione, il che equivale a una sorta di ergastolo sportivo", ha dichiarato Gravina, evidenziando come questa decisione rappresenti l'applicazione della massima severità consentita dalle normative.
Il numero uno della Figc ha voluto enfatizzare come questa linea di condotta non sia negoziabile: la Federazione rifiuta categoricamente qualunque episodio di violenza perpetrato da calciatori, dirigenti o altre figure del mondo calcistico nei confronti di arbitri, con particolare riguardo ai casi che coinvolgono minori e giovani donne. Gravina ha sottolineato l'importanza di comunicare pubblicamente queste sanzioni al fine di mandare un messaggio dissuasivo nel settore.
"La gravità di questa tipologia di violenza è enorme e non possiamo tollerarla", ha concluso il presidente, rimarcando come la Federazione abbia adeguato i propri regolamenti e come egli stesso abbia fatto ricorso numerose volte contro le decisioni dei giudici sportivi ritenendole insufficienti. L'intento è chiaro: trasformare l'intransigenza della Figc in un valore condiviso da tutti gli attori del calcio italiano, affinché episodi come quello accaduto a Zamburru non si ripetano più.