Lillo Petrolo ha voluto rendere omaggio a Peppino Di Capri, scomparso oggi, ricordando il loro incontro professionale durante le riprese di «Natale col boss», una commedia dove un pericoloso criminale si sottopone a un intervento di chirurgia estetica con l'intento di assomigliare a Leonardo DiCaprio, ma il risultato è tutt'altro. Il progetto è nato proprio da un gioco di parole fra i nomi dei due attori e ha rappresentato un'occasione speciale per Lillo e il suo collega Greg di lavorare con un artista che hanno sempre profondamente admirato.
L'attore ha ripercorso le tappe della passione che lo lega alla musica di Di Capri, in particolare ai brani della sua fase più energica e rock degli anni Cinquanta e Sessanta. «Mi affascina il periodo che definisco 'twist' della sua carriera», spiega Petrolo, menzionando tracce come «Speedy Gonzales» e «Saint-Tropez Twist», dove il cantante interpretava il rock and roll con un'energia vocale inconfondibile, caratterizzata da quel tono nasale e da una personalità travolgente che ha sempre conquistato lui e Greg. Oltre a questi brani giovanili, Petrolo apprezza anche i successi più noti come «Roberta» e «Champagne», che ne hanno consolidato la fama nel panorama musicale internazionale.
Durante il ricordo della collaborazione sul set, emerge un ritratto umano di Di Capri che va oltre l'immagine pubblica: una persona genuinamente solare, coerente con il messaggio di leggerezza che trasmetteva attraverso la sua arte. «Era un uomo veramente umano», sottolinea Petrolo, evidenziando come rare volte gli artisti mantengono nella vita privata la stessa autenticità che manifestano nel loro lavoro. Per questo motivo, la possibilità di girare il film con lui è stata vissuta dall'attore non come una semplice collaborazione lavorativa, ma come il coronamento di una lunga ammirazione professionale.
Il film rappresenta uno dei progetti cinematografici a cui Petrolo è più legato nel corso della sua carriera con Greg, anche grazie al contributo straordinario di Di Capri, che ha portato sul set la sua naturale verve comica e una disponibilità completa a giocare con i paradossi della trama. L'idea originaria di sfruttare la somiglianza onomatopeica fra i due nomi si è trasformata in una vera opportunità creativa, permettendo ai registi di costruire una commedia degli equivoci che giocasse sulla persona stessa del cantautore, trasformandolo da bersaglio di scherzi in protagonista di spessore artistico.