Una svolta storica per la sicurezza stradale italiana: dopo più di tre decenni senza una normativa chiara, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha finalmente introdotto regole precise e vincolanti per gli autovelox presenti sul territorio nazionale. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, pone fine a una situazione caotica che ha generato confusione e controversie legali tra automobilisti e forze dell'ordine.
Dalla mezzanotte tra il 12 e il 13 luglio 2026 scatterà l'applicazione effettiva delle nuove disposizioni: i numeri sono significativi e rappresentano una vera e propria razionalizzazione del sistema. Su circa 4.060 dispositivi censiti, solamente 2.856 continueranno a operare regolarmente, mentre 1.204 autovelox verranno disattivati perché non rispondono ai criteri di omologazione appena introdotti. In pratica, sette dispositivi su dieci risultano già conformi alla nuova normativa.
La distinzione fondamentale riguarda il passaggio dall'approvazione all'omologazione, un aspetto sottolineato più volte dalla Corte di Cassazione, in particolare con l'ordinanza numero 10505 del 2024. Non si tratta della medesima cosa: l'approvazione rappresentava un riconoscimento generico, mentre l'omologazione implica standard certificati e procedure rigorose. Il nuovo regime introduce l'obbligo di taratura preventiva di ogni dispositivo prima del suo utilizzo, verifiche annuali obbligatorie e il rilascio di certificati specifici che devono rimanere validi. Qualora un certificato scada o un controllo non vada a buon fine, lo strumento deve essere automaticamente spento.
Le innovazioni tecniche introdotte dal decreto riguardano anche la tutela della privacy e la sicurezza dei dati. Le fotografie riprese frontalmente saranno oscurate in corrispondenza dei volti per evitare violazioni della riservatezza, mentre tutti i dati acquisiti verranno crittografati e sottoposti a firma digitale, garantendo tracciabilità e impossibilità di alterazione. Queste misure rappresentano un equilibrio tra l'esigenza di controllo della velocità e il rispetto dei diritti dei cittadini.
I 1.204 autovelox messi fuori servizio non vanno interpretati come dispositivi che abbiano funzionato male fino ad ora: semplicemente non possiedono ancora i requisiti formali richiesti dalla nuova normativa. Potranno eventualmente essere riportati in attività nel momento in cui conseguiranno la certificazione di omologazione. Per gli automobilisti, questa trasformazione normativa apre nuove possibilità anche dal punto di vista del contenzioso amministrativo, poiché le regole chiare e documentate faciliteranno ricorsi e contestazioni basati su fondamenta giuridiche più solide.