Una controversia inaspettata emerge dalle dinamiche della comunicazione politica italiana, quando il comico Daniele Fabbri pubblica un messaggio sui social per rivendicare la proprietà intellettuale di uno slogan che è diventato simbolo della campagna di Italia Viva per il 2×1000. Il titolo in questione, "Quando c'era lei", è stato utilizzato dal partito di Matteo Renzi in una serie di manifesti pubblicitari che criticavano il governo Meloni su diversi fronti: dalla fuga di cervelli verso l'estero fino ai problemi strutturali come i ritardi ferroviari e l'aumento della pressione fiscale.
Secondo quanto dichiarato da Fabbri sul suo profilo Instagram, il titolo della campagna promozionale ricalca esattamente quello di uno spettacolo teatrale da lui creato e regolarmente depositato presso la Siae sin da gennaio 2025. Il comico sottolinea che se chi opera nella comunicazione di Italia Viva avesse effettuato una ricerca online elementare, avrebbe scoperto immediatamente l'utilizzo precedente di quel medesimo titolo nel circuito teatrale italiano.
La questione assume contorni ancora più rilevanti con l'annuncio della pubblicazione di un nuovo volume di Renzi, che riporta anch'esso il medesimo titolo "Quando c'era lei". In questo caso, sostiene Fabbri, non si tratterebbe più di una semplice coincidenza o di una campagna pubblicitaria, bensì di un vero e proprio plagio di un'opera letteraria già esistente. Il comico definisce questa situazione "fastidiosa" proprio perché comporta la riproduzione del titolo in un'opera editoriale a cui viene attribuita una nuova paternità.
Fabbri, che nel 2021 era stato querelato dalla premier Giorgia Meloni per alcune affermazioni ritenute sessiste, dichiara di stare verificando le possibilità legali per contrastare questo utilizzo non autorizzato. Il suo messaggio conclude con una nota di ironia amara, sottolineando come non desiderasse aggiungere ulteriori dispute legali alle vicende che lo vedono già coinvolto con esponenti della politica italiana. La vicenda rimane ancora aperta, in attesa di eventuali azioni legali che il comico potrebbe intraprendere nei confronti dell'ex premier.