Il divario sanitario tra Nord e Sud dell'Italia si conferma uno dei nodi irrisolti del sistema nazionale. Secondo l'ultimo rapporto sui Livelli essenziali di assistenza (Lea) relativo al 2024, elaborato dal ministero della Salute, emerge un quadro polarizzato dove il Veneto si posiziona saldamente al vertice della classifica nazionale, seguito dall'Emilia-Romagna che ha scalzato la Toscana dal secondo posto, relegandola al terzo gradino del podio.
La graduatoria premia complessivamente le regioni del Centro-Nord: dopo Toscana troviamo il Piemonte in quarta posizione e la Provincia autonoma di Trento in quinta, mentre la Lombardia si ferma al sesto posto. L'analisi di questi risultati si basa su indicatori distribuiti in tre macro-aree fondamentali: l'offerta ospedaliera, i servizi territoriali e la sanità preventiva. Il quadro che emerge dalla lettura dei dati rivela aspetti positivi e problematiche comuni: tutte le regioni, ad eccezione di Calabria, Sicilia e sorprendentemente la Provincia autonoma di Bolzano, hanno raggiunto almeno la sufficienza con un punteggio superiore a 60 punti in tutti gli ambiti valutati.
I numeri complessivi mostrano effettivamente un miglioramento generale del sistema, merito anche degli stanziamenti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e dell'incremento dei servizi sanitari territoriali negli ultimi anni. Tuttavia, accanto a questi segnali positivi, persistono discrepanze territoriali significative che si traducono in concrete difficoltà per i cittadini nel garantire equità nell'accesso alle prestazioni mediche a livello nazionale.
Gli operatori del settore sanitario evidenziano come queste disparità rimangono un ostacolo sostanziale: i medici, intervistati in merito ai risultati, sottolineano la necessità urgente di colmare le diseguaglianze che distinguono i diversi territori italiani. Il dato relativo alle regioni meridionali, particolarmente problematico per Calabria e Sicilia, riaccende il dibattito sulla necessità di interventi strutturali mirati a ridurre il gap che caratterizza l'assistenza sanitaria nel Mezzogiorno.
Gli esiti del monitoraggio Lea 2024 confermano che, nonostante i progressi registrati negli ultimi anni grazie anche agli investimenti pubblici, il percorso verso un sistema sanitario veramente unitario e equo rimane ancora lungo e complesso. La fotografia scattata dai dati ministeriali rappresenta una spinta affinché la politica sanitaria nazionale intensifichi gli sforzi per garantire prestazioni di qualità omogenea su tutto il territorio, eliminando le barriere che oggi penalizzano principalmente il Sud Italia.