Riaccendere i riflettori su una commemorazione privata ha fatto stizzare i toni dello scontro politico a Bologna. Nel pomeriggio di giovedì, presso la Cappella Farnese del municipio cittadino, si è svolta la proiezione di un discorso storico di Giorgio Almirante, fondatore del Movimento Sociale Italiano e figura di rilievo della destra italiana. All'evento erano presenti il presidente del Senato Ignazio La Russa e vari esponenti di Fratelli d'Italia, chiamati a ricordare Marcello Bignami, scomparso vent'anni fa.

Durante la celebrazione, La Russa ha pronunciato parole di stima verso il defunto, definendolo «camerata Marcello» e sottolineando come «allora sapevamo che avremmo vinto, non avevamo dubbi». Il capo delegazione di FdI alla Camera Galeazzo Bignami, figlio del commemorato, non ha tardato a reagire alle critiche che prontamente sono giunte dall'opposizione. In una dichiarazione al servizio stampa, ha denunciato una persistente campagna di delegittimazione: «I compagni hanno tormentato mio padre da vivo e lo tormentano anche da morto, lo hanno tormentato con l'attentato, a casa nostra, le aggressioni». Secondo il deputato, l'evento manteneva un carattere puramente familiare e commemorativo, sottolineando come la sinistra «manca del rispetto verso l'avversario politico».

Il Partito Democratico bolognese ha subito messo in discussione le scelte di linguaggio e il contesto storico dell'accaduto. Attraverso una nota ufficiale, il partito ha evidenziato come le dichiarazioni del presidente del Senato sollevino questioni irrisolte riguardo al rapporto di Fratelli d'Italia con l'eredità fascista. «Bologna è una città Medaglia d'Oro della Resistenza», scrivevano i dem, ricordando che la democrazia italiana «nasce dalla Resistenza» e che a chi ricopre le «più alte istituzioni della Repubblica» spetta il compito di prenderne coscienza pienamente. Il Pd non chiedeva l'oblìo della storia familiare, ma maggiore consapevolezza nei momenti pubblici.

La vicenda si è complicata ulteriormente quando il nome della ministra dell'Università Anna Maria Bernini è finito al centro delle discussioni. Detjon Begaj, consigliere comunale di Coalizione Civica, ha messo in evidenza come la ministra abbia disertato l'inaugurazione di una struttura studentesca, sollevando interrogativi sulla sua presenza e le sue priorità in merito agli eventi organizzati in città.

Galeazzo Bignami ha chiuso il suo intervento con una considerazione di carattere personale: «In realtà, penso che mio padre da lassù sia molto contente di aver fatto arrabbiare i compagni». La polemica rimane accesa, specchio di un contrasto più profondo sulle modalità con cui il passato politico italiano deve essere affrontato pubblicamente, soprattutto quando coinvolge figure istituzionali del presente.