Il quotidiano iraniano Hamshahri, controllato dal municipio di Teheran, ha pubblicato sul proprio portale online una lista di leader internazionali presentati come obiettivi della risposta iraniana. Le immagini, accompagnate dalla didascalia "La vendetta è certa", ritraggono diversi capi di Stato e ministri in abiti da carcerato arancione, in un chiaro messaggio di minaccia che arriva a pochi giorni dalla morte del supremo leader Ali Khamenei.
In primo piano della sequenza figurano il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente americano Donald Trump, entrambi raffigurati con un mirino rosso disegnato sulla fronte. A seguire compaiono altri nomi di rilievo internazionale: il segretario di Stato statunitense Marco Rubio, il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron, il premier britannico Keir Starmer e, fra gli altri, anche la premier italiana Giorgia Meloni. La lista include inoltre figure di spicco dell'amministrazione americana come Pete Hegseth e Mike Huckabee.
La pubblicazione avviene nel momento in cui Mojtaba Khamenei, figlio del defunto leader supremo, ha ribadito che vendicare suo padre rappresenta il "volere della nazione iraniana". Questo messaggio, amplificato dal principale organo di stampa della capitale iraniana, rappresenta un'escalation retorica significativa rispetto alla tensione già alta tra Teheran e l'Occidente.
Sul fronte diplomatico, l'Iran ha simultaneamente lanciato un avvertimento: secondo una dichiarazione dell'ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, riportata dall'agenzia stampa statale Irib, Teheran non si considererà più vincolata dall'accordo di Islamabad qualora Washington continui a violare i termini dell'intesa. Quest'accordo, negoziato con la mediazione pakistana, era stato sottoscritto per porre termine alle ostilità tra i due Paesi. "Se gli Stati Uniti persisteranno nel non rispettare i propri obblighi", ha dichiarato Iravani, "l'Iran non riterrà più validi i propri impegni", minacciando così di stracciare uno dei pochi accordi diplomatici rimasti fra le due nazioni rivali.