Una giornata difficile per i trasporti aerei in Sardegna. L'aeroporto Costa Smeralda di Olbia ha dovuto sospendere le operazioni per diverse ore a causa dei roghi che hanno interessato il territorio circostante. Sebbene le fiamme non abbiano raggiunto direttamente lo scalo, gli effetti dei numerosi incendi hanno reso necessario deviare i voli verso altri terminal dell'isola. La struttura ha potuto riprendere l'attività intorno alle 19 di sera, consentendo il ritorno alla normalità operativa.
Ma il vero disastro si consuma più a nord, dove il Piemonte affronta quella che la Regione definisce una «vera e propria catastrofe ecologica». Gli incendi stanno divorando il territorio in modo sistematico, interessando le province di Torino, Vercelli, Novara e Verbano Cusio Ossola. Il bilancio provvisorio è sconcertante: tra gli 800 e i 900 ettari di terreno completamente bruciati. Un'estensione che rappresenta non solo una perdita di vegetazione, ma una ferita grave alla biodiversità locale, con conseguenze ecologiche che andranno ben oltre l'immediato.
A scatenare questa ondata di fuoco è stata una combinazione letale di fattori meteorologici. Dalla fine di maggio ai primi giorni di luglio, il Piemonte ha subito temperature eccezionalmente elevate accompagnate da una penuria di piogge. L'8 luglio scorso si è rivelato particolarmente critico: Domodossola ha registrato 39 gradi, mentre la località di Ala di Stura, a mille metri di quota nel Torinese, ha toccato i 33,5 gradi. Inoltre, forti venti di föhn in quota hanno amplificato ulteriormente la situazione di pericolo.
Secondo i vigili del fuoco, l'innesco dei diversi roghi ha avuto un'origine meteorologica precisa. I fulmini caduti durante i temporali violenti dei giorni precedenti hanno acceso le fiamme iniziali, che si sono poi propagate in modo esponenziale grazie all'azione combinata dei venti intensi, delle temperature torride e dello stato dei terreni già compromessi dall'erosione. Una tempesta perfetta che ha trasformato il territorio in una polveriera.
L'Italia continua a fare i conti con i cambiamenti climatici che stanno rendendo sempre più frequenti e devastanti questi eventi estremi. L'assenza di precipitazioni prolungate e l'ondata di caldo persistente creano le condizioni ideali perché il fuoco trovi terreno fertile. Intanto, mentre la situazione rimane sotto controllo presso gli aeroporti sardi, nel Piemonte proseguono gli sforzi per contenere i danni e proteggere quanto rimane del patrimonio naturale.