Michele Mari entra nella storia letteraria italiana vincendo il Premio Strega nella sua edizione più celebrativa. Il riconoscimento, giunto al suo ottantesimo anno di vita, ha incoronato il suo romanzo 'I convitati di pietra' come migliore tra i finalisti in gara. La cerimonia di premiazione si è tenuta al Campidoglio di Roma, location scelta appositamente per segnare l'importanza di questo traguardo anniversario per il premio più prestigioso della letteratura italiana.
Secondo i dati ufficiali diffusi dalla giuria, Mari ha raccolto 190 preferenze, distaccando nettamente gli altri candidati in lizza. La partecipazione alla votazione è stata massiccia, con 643 voti espressi su un totale di 800 giurati aventi diritto, corrispondente all'80,4% degli elettori. Un dato che sottolinea come il Premio Strega continui a godere di grande consenso e partecipazione tra gli esperti del settore.
Nella sfida per il riconoscimento, Mari ha superato Matteo Nucci, il quale con il suo 'Platone. Una storia d'amore' edito da Feltrinelli, ha ottenuto 152 voti, posizionandosi al secondo posto. Il podio si è completato con Bianca Pitzorno, che ha chiuso la classifica tra i primi tre finalisti della competizione. Una competizione serrata che ha visto la prevalenza della proposta narrativa dello scrittore vincitore.
Il Premio Strega rappresenta da otto decenni un appuntamento fisso del calendario culturale italiano, capace di lanciare e consacrare autori nel panorama letterario nazionale e internazionale. L'edizione 2026 si pone quindi come momento di consolidamento di una tradizione che continua a influenzare i gusti e le scelte di lettori, critici e addetti ai lavori. La vittoria di Mari con 'I convitati di pietra' aggiunge un capitolo importante a questa lunga storia di eccellenza letteraria.