Continua a infiammarsi il dibattito intorno al concetto di 'remigrazione' dopo le dichiarazioni rilasciate dalla sindaca di Genova Silvia Salis, che aveva definito il termine come 'vergognoso'. A rispondere direttamente alle critiche è stato Roberto Vannacci, europarlamentare e presidente del movimento Futuro Nazionale, intervenendo durante un comizio tenuto nel capoluogo ligure.
Vannacci ha affrontato la questione con tono provocatorio, sottolineando che la parola in questione è parte integrante del vocabolario italiano ufficiale. Secondo l'esponente politico, non vi sarebbe alcun motivo per evitare di utilizzare un termine riconosciuto dalla lingua italiana, indipendentemente dalle valutazioni morali che ciascuno potrebbe attribuirgli.
La replica dell'europarlamentare è stata formulata con un certo sarcasmo nei confronti della sindaca, affermando che qualora la Salis nutrisse imbarazzo nel pronunciare il vocabolo, avrebbe la possibilità di non utilizzarlo personalmente, senza però che ciò rappresentasse un obbligo per gli altri interlocutori politici. La dichiarazione rappresenta un'ulteriore escalation nel confronto dialettico tra esponenti della maggioranza di governo e amministratori di orientamento diverso su questioni legate all'immigrazione.
Lo scontro verbale riflette le profonde divergenze che caratterizzano il panorama politico italiano relativamente alle politiche migratorie e al linguaggio utilizzato per descrivere fenomeni demografici e di mobilità della popolazione, un tema che continua a generare polarizzazione nel dibattito pubblico.