Tensione tra la Biennale di Venezia e l'Unione Europea. L'istituzione lagunare ha diffuso una nota nella quale esprime disapprovazione per come è venuta a conoscenza di decisioni relative ai contributi europei. Secondo quanto riportato, le autorità della Biennale hanno appreso dalle comunicazioni su X (ex Twitter) di personalità politiche le scelte assunte dall'European Education and Culture Executive Agency (EACEA), anziché ricevere notifiche attraverso i canali ufficiali e istituzionali preposti.
La Biennale sottolinea di aver fornito una risposta puntuale e completa a tutti i quesiti sollevati in una terza comunicazione pervenuta dall'agenzia europea, rispettando pienamente i tempi e le modalità richieste. Adesso l'ente rimane in attesa di una documentazione tecnica formale dall'EACEA, che ritiene indispensabile per valutare ogni azione futura e tutelare gli interessi dell'istituzione.
La nota della Biennale chiarisce inoltre che l'amministrazione è determinata a far valere le proprie posizioni in tutte le sedi competenti, qualora necessario. Una posizione che preannuncia possibili ricorsi o contestazioni ufficiali nel caso le ragioni veneziane non venissero ascoltate.
Un aspetto rilevante riguarda il peso specifico del finanziamento europeo nei programmi della Biennale. Secondo quanto comunicato dall'istituzione, i programmi interessati dalla controversia ricevono solo un cofinanziamento marginale dall'EACEA, il che significa che le attività culturali continueranno regolarmente indipendentemente dall'esito della vicenda. Ciò suggerisce che, sebbene la questione sia importante dal punto di vista del principio e della trasparenza istituzionale, non rappresenta una minaccia immediata per le iniziative già programmate.