La Commissione europea ha formalmente consigliato la revoca di un finanziamento da due milioni di euro alla Biennale di Venezia, legato alla partecipazione della Russia all'edizione 2026. L'annuncio è stato comunicato dalla commissaria alla Democrazia Henna Virkkunen, che ha precisato come la scelta sia stata adottata in seguito all'analisi delle risposte fornite dall'ente veneziano in merito alla riapertura dello spazio espositivo russo. Tuttavia, si tratta di una raccomandazione non vincolante: la decisione finale spetta all'Agenzia esecutiva europea per l'istruzione e la cultura.

Lo scontro tra le istituzioni europee e la Biennale di Venezia affonda le radici nei mesi precedenti. Ad aprile era stata avviata formalmente la procedura di defunding, con l'obiettivo di revocare i 2 milioni stanziati per il triennio 2025-2028. Lo spartiacque si era creato quando il presidente della Fondazione Biennale Pietrangelo Buttafuoco aveva confermato pubblicamente che il padiglione russo, rimasto chiuso nelle ultime due edizioni (2022 e 2024), avrebbe riaperto i battenti nella prossima manifestazione del 2026.

La posizione del governo italiano è stata sin da subito critica rispetto a questa scelta. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli aveva manifestato apertamente il suo dissenso, giungendo persino a disporre un'ispezione presso la sede della Biennale a Venezia. Tale intervento evidenzia come il tema della partecipazione russa rappresenti un nodo particolarmente sensibile nel panorama culturale europeo, ancora attraversato dalle tensioni geopolitiche conseguenti al conflitto in Ucraina.

La Biennale ha reagito prontamente alla comunicazione della Commissione europea, sebbene non siano stati resi noti al momento i dettagli specifici della replica fornita dall'istituzione veneziana. Il dossier rimane dunque ancora aperto, con l'Agenzia esecutiva europea chiamata a pronunciarsi in merito all'eventuale applicazione della raccomandazione di Bruxelles. La decisione finale avrà significative ripercussioni sia sulla programmazione della manifestazione che sul rapporto tra le istituzioni culturali italiane e le normative imposte dall'Unione Europea.