Una presunta cartomante ha trasformato un innocuo annuncio pubblicitario su TikTok in una vera e propria truffa telematica. La donna, 46enne domiciliata vicino a Modena, è stata denunciata ai carabinieri con l'accusa di estorsione dopo aver raggirato una coppia residente a Montecchio Emilia, in provincia di Reggio Emilia. La vicenda rappresenta un caso emblematico di come i social media possano trasformarsi in canali di sfruttamento, dove l'apparente gratuità dei servizi nasconde dietro una trappola ben orchestrata.

Tutto è iniziato quando la coppia ha risposto a un video promozionale su TikTok che pubblicizzava consulti gratuiti di cartomanzia. Dopo il primo contatto sulla piattaforma, la conversazione è rapidamente migrata su WhatsApp, dove la presunta veggente ha cambiato completamente atteggiamento. Ha richiesto immediatamente un pagamento di 50 euro su una carta prepagata, accompagnando la richiesta da minacce inquietanti: la donna rischiava di essere colpita da una maledizione e di subire un grave incidente stradale nel caso avesse rifiutato di versare il denaro.

Di fronte a queste pressioni psicologiche, la vittima ha ceduto e ha effettuato il primo bonifico. Purtroppo, questo segno di debolezza non ha fatto che alimentare l'avidità della truffatrice. Le richieste di denaro si sono moltiplicate, raggiungendo cifre sempre più elevate: da 150 fino a 1.200 euro. La cartomante non si è limitata a minacciare solo la donna, ma ha allargato il raggio delle sue intimidazioni anche al compagno, contattandolo direttamente per intensificare la pressione psicologica sulla coppia. Le minacce si facevano sempre più specifiche, invocando sortilegi e malefici legati al mondo dell'occulto.

After months of escalating demands and psychological torment, the couple finally found the courage to report the situation to the carabinieri. The turning point came when they realized they were caught in a spiral of continuous extortion with no end in sight. The military police launched an investigation, tracing the payments through banking records and the tax identification codes provided during the transactions. Questo lavoro investigativo ha consentito di identificare la presunta responsabile, che è stata successivamente denunciata alla procura della Repubblica di Reggio Emilia. I carabinieri hanno documentato meticulously come la donna aveva orchestrato l'intero schema, dalle prime promesse gratuite fino alle minacce finali.

Il caso sottolinea un problema crescente legato alle truffe online, dove la vulnerabilità psicologica delle vittime viene sfruttata sistematicamente. La strategia della truffatrice seguiva uno schema collaudato: attirare persone ingenue con la promessa di servizi gratuiti, poi escalare gradualmente le richieste finanziarie utilizzando paure ancestrali legate al sovrannaturale. Questo tipo di estorsione risulta particolarmente insidiosa perché sfrutta la credulità e la paura, rendendo le vittime riluttanti a denunciare per vergogna o per timore delle minacce ricevute.