Alfie Haaland non riesce a digerire l'eliminazione della Norvegia dai Mondiali. Mentre suo figlio Erling abbandona il campo con le lacrime agli occhi, consapevole che porterà «il dolore di questa partita per sempre», il padre sceglie di attaccare frontalmente le scelte arbitrali. Le sue critiche si concentrano principalmente sul direttore di gara Turpin e sulle valutazioni del sistema Var.

In una serie di dichiarazioni rilasciate in tv, Haaland senior sostiene che la Norvegia sia stata vittima di due errori clamorosi. Il primo riguarda il gol iniziale dell'Inghilterra, che secondo lui non avrebbe mai dovuto essere convalidato per un'infrazione nella fase di costruzione completamente ignorata dagli arbitri. Il secondo, e più controverso, è l'annullamento della rete di Erling. «Riguardatelo attentamente» invita il padre, sottolineando che il suo gol non rappresenta una spinta ma una normale contesa fisica tra giocatori. Secondo Haaland senior, se ogni contatto di questo tipo comportasse l'annullamento del gol, verremmo privati di reti ogni fine settimana nei campionati mondiali.

«Credo sinceramente che il Var avrebbe dovuto intervenire in modo più appropriato» dichiara Alfie, evidenziando l'apparente contraddizione di un sistema che esiste proprio per correggere gli errori evidenti. Per il padre della stella del City, l'esito finale rappresenta un'ingiustizia sportiva che avrà conseguenze durature. «Decisioni come queste cambiano carriere e tornei» sottolinea, riconoscendo comunque i meriti della selezione inglese nel progredire nella competizione.

Le critiche di Haaland senior non si fermano agli arbitri. Nel suo intervento, il padre di Erling lancia una frecciata anche a Sorloth, il compagno che in un momento cruciale della gara ha preferito concludere personalmente anziché servire il figlio a centro area. «Aveva compagni di squadra che urlavano per il passaggio» ricorda Alfie, facendo notare che quella era un'occasione d'oro per mettere il match in cassaforte contro una squadra in difficoltà. Un'assenza di lucidità che, secondo la sua analisi, potrebbe aver fatto la differenza nel cammino europeo.

Il messaggio finale del padre è contraddittorio ma comprensibile: pur riconoscendo il valore dell'Inghilterra, Alfie Haaland rimane convinto che la Norvegia abbia meritato un esito diverso. Una posizione che rispecchia la frustrazione di chi ha assistito a ciò che ritiene un'autentica ingiustizia sportiva nel momento più importante della stagione.