Condizioni igienico-sanitarie allarmanti dentro l'ex obitorio di via Francesco Sforza a Milano. L'edificio, situato nel cuore della città tra le fermate della metropolitana Sforza (M4) e Missori (M3), a pochi passi dall'Università Statale e dal Policlinico, è stato ceduto dall'amministrazione comunale all'ateneo in diritto di superficie gratuito per cinquanta anni. L'accordo, sottoscritto lo scorso anno, prevedeva il totale recupero della struttura storica con l'adattamento alle esigenze contemporanee e la realizzazione di nuove aule e laboratori in un'ala retrostante. Tuttavia, a distanza di mesi, il cantiere non è ancora partito.
Secondo quanto riferito dai consiglieri comunali di Fratelli d'Italia Francesco Rocca e Federico Sagramoso, che hanno condotto un sopralluogo nei giorni scorsi, i locali dell'edificio risultano occupati da persone non autorizzate e presentano accumuli massicci di rifiuti, fonte di cattivi odori e presenza di roditori. I due esponenti dell'opposizione hanno inoltrato interrogazioni formali presso il Municipio 1 e in Comune per ottenere dettagli sulla situazione e sugli intenti dell'amministrazione.
L'assessore al Demanio Emmanuel Conte aveva illustrato il progetto come un'opportunità significativa per preservare il valore architettonico dell'immobile, rispristinando la configurazione originaria con cortile interno visibile dalle mappe storiche. Il nuovo polo accademico avrebbe dovuto trasformare un bene pubblico sottoutilizzato in una risorsa funzionale per l'ateneo e il territorio circostante.
Rocca e Sagramoso hanno rivolto al sindaco Beppe Sala e all'assessore competente una richiesta di chiarimenti urgenti sul destino del piano di restyling, sulla tempistica dei lavori e sulle misure che l'amministrazione intende adottare per contrastare il fenomeno del degrado. Secondo la tabella di marcia originaria, il nuovo polo dovrebbe essere operativo entro il 2028. La situazione attuale solleva dubbi sulla fattibilità di questa scadenza.