Una parabola politica inusuale quella di Cesare Pasin, 66enne di Schio in provincia di Vicenza che ha deciso di cambiare radicalmente collocazione politica dopo due decenni di militanza nel centrosinistra. Fino a poche settimane fa era un esponente del Partito democratico, candidatosi nelle elezioni amministrative del 2009 e del 2014 senza ottenere un seggio. Oggi veste i panni di referente ambiente e territorio per il comitato cittadino di Futuro Nazionale, il movimento del generale Roberto Vannacci che negli ultimi mesi sta consolidando la sua presenza nel Veneto.

A spiegare le ragioni di questo voltafaccia è lo stesso Pasin in un'intervista al quotidiano online: secondo lui il tema della sicurezza urbana rappresenta il fulcro della sua decisione. "Le persone più vulnerabili hanno sviluppato una paura diffusa di muoversi in città", sostiene, sottolineando come il suo precedente partito riconosca il problema senza però proporre soluzioni concrete. Aspetto significativo: Pasin non nega di essere favorevole all'accoglienza, ma ribadisce che chiunque arrivi deve rispettare le regole dello Stato italiano. La remigrazione, cioè il rimpatrio di migranti irregolari, rappresenta per lui una posizione convincente, ben più di quanto riescono a proporre, a suo dire, figure come Giorgia Meloni e Matteo Salvini.

Prima di approdare a questa nuova avventura politica, Pasin aveva già intrapreso una transizione: nel 2004 era entrato in Consiglio comunale con La Margherita, per poi seguire il percorso verso il Pd. Nel 2024 la svolta verso una lista civica di orientamento destrorso. Tuttavia, il suo passaggio a Vannacci non rappresenta un'adesione totale e incondizionata. "Non mi sono mai identificato come camerata e non mi appartengono certi commenti che leggo su tematiche legate alle comunità Lgbtq+", precisa, richiamando la sua esperienza passata: "Quando gestivo un'attività commerciale di genere particolare, ho osservato che persone straordinarie si trovano in ogni categoria, che si tratti di clienti eterosessuali, omosessuali, bisessuali o persone con altre preferenze".

Una posizione che rivela il tentativo di mantenere una certa coerenza personale pur abbracciando un progetto politico dalle linee ideologiche molto diverse rispetto al passato. Pasin non aspira a cariche elettive: preferisce dedicarsi al volontariato e al supporto della comunità locale, in particolare verso i giovani e i ceti più svantaggiati. Paradossalmente, si ritrova adesso a operare nello stesso movimento dove militano amministratori e politici che prima rappresentavano i suoi antagonisti nel panorama locale veneto.