Il rapper Baby Gang, nome d'arte di Zaccaria Mouhib, è stato arrestato nuovamente a seguito di un'indagine della Procura di Lecco. Stavolta l'accusa è particolarmente grave: maltrattamenti sistematici nei confronti della sua compagna convivente, che avrebbe subito violenze fisiche e psicologiche continuate nel periodo compreso tra il 2023 e luglio 2025. Secondo l'ordinanza del giudice per le indagini preliminari Gianluca Piantadosi, la donna avrebbe persino riportato la frattura del setto nasale in uno degli episodi di violenza.

Le indagini hanno documentato una relazione caratterizzata da controllo ossessivo e imposizioni degradanti. Il trapper avrebbe impedito alla compagna di lavorare, isolandola dai social e sottomettendola a una vera e propria tirannia domestica. Tra le frasi estrapolate dalle 151 pagine dell'ordinanza spicca la minaccia "Tu non hai nemmeno il diritto di parola", pronunciata per intimorire la vittima. Le umiliazioni includevano anche dettagli particolarmente crudeli: costringerla a conservare i propri abiti in sacchi di plastica per lasciare spazio nell'armadio ai suoi effetti personali.

Accanto ai maltrattamenti, l'ordinanza contiene ulteriori accuse molto gravi. Il primo gennaio 2025, Baby Gang e un altro giovane della sua crew avrebbero sparato colpi in aria con un fucile Kalashnikov nel territorio lecchese. In un episodio separato, il trapper e sette complici sono indagati per una rapina ai danni di un uomo dal quale avrebbero tentato di sottrargli un bancomat, un badge e uno smartphone. Nell'ambito di quest'ultima azione, sono anche accusati di sequestro di persona e pestaggio.

Il blitz ha coinvolto complessivamente 11 persone: oltre a Baby Gang e al suo amico Ayoub Noureddine, altre 8 persone della sua organizzazione sono state sottoposte a custodia cautelare in carcere, mentre tre indagati hanno ricevuto divieti di dimora. Questo nuovo arresto si collega a una precedente inchiesta conclusasi a settembre 2024, quando il trapper era stato fermato a Milano sempre in relazione a un'arma da fuoco. Quella ricerca aveva portato al rinvenimento di un mitragliatore AK47, successivamente utilizzato durante le riprese di videoclip da parte di Baby Gang e del collega Simba La Rue, quest'ultimo già condannato in via definitiva.

Le indagini rappresentano un ulteriore capitolo della controversa storia giudiziaria di Mouhib, il cui nome è stato più volte associato a episodi di violenza e violazione della legge. La dinamica dei maltrattamenti domestici emersa dalle carte processuali dipinge il quadro di una relazione tossica e pericolosa, nella quale la compagna è stata privata di autonomia, libertà e dignità personale per oltre due anni.