Il Movimento Cinque Stelle intensifica gli attacchi alla riforma della giustizia voluta dal ministro Nordio, concentrando il fuoco sulla sua inefficacia nel risolvere i veri nodi del sistema giudiziario italiano. L'occasione è un incontro pubblico tenuto a Brindisi nell'ambito della campagna per il referendum in programma il 22 e 23 marzo prossimi, dove si voterà sul tema.
Secondo Giuseppe Antoci, europarlamentare del movimento, la riforma non possiede i requisiti necessari per giovare effettivamente ai cittadini e non affronta le questioni strutturali che paralizzano la giustizia italiana. "Il vero problema è la lentezza nel pronunciamento dei verdetti," ha evidenziato Antoci, sottolineando come questa riforma non vada a toccare il cuore della questione.
Sulla stessa linea l'eurodeputata Valentina Palmisano, che ha ribadito il carattere politico della riforma accusandola di rappresentare un attacco alla magistratura piuttosto che un intervento di modernizzazione. "Non è una riforma che mira a velocizzare i processi o a renderli più efficienti," ha precisato, aggiungendo che gli scontri frequenti tra il governo e la magistratura, come dimostrato dalle dichiarazioni pubbliche della presidente Meloni, rivelano le vere intenzioni dietro la proposta legislativa.
Il referendum di marzo rappresenta per il M5s un momento cruciale per la difesa dell'autonomia della magistratura e per bloccare quello che il movimento considera un pericoloso precedente di interferenza politica. La campagna referendaria proseguirà fino alla data del voto, con il movimento impegnato a convincere i cittadini sui rischi di questa riforma.