Anthony Hopkins, il carismatico interprete di alcuni tra i personaggi più memorabili del cinema internazionale, si cimenta in una nuova avventura creativa: la composizione musicale. A partire dal 21 agosto sarà disponibile in piattaforme digitali "Life Is a Dream", il suo primo album da compositore, mentre l'edizione su cd e vinile arriverà una settimana dopo attraverso l'etichetta Decca Classics. Un progetto che rappresenta il ritorno consapevole a una passione coltivata sin dall'infanzia, ben prima che la recitazione diventasse il suo mestiere principale.

L'attore britannico ha sempre mantenuto un legame indissolubile con la musica, un amore che risale ai quattro anni quando iniziò a suonare il pianoforte nella sua città natale di Port Talbot, nel Galles. Durante l'adolescenza, negli anni Cinquanta, compose le colonne sonore per allestimenti teatrali della comunità locale. Hopkins ha spiegato che alcuni dei brani contenuti nell'album lo accompagnano da decenni, sottolineando come continui a ritornarvi nel corso del tempo per perfezionarli e reinterpretarli. "La musica è stata la mia prima passione", ha affermato con convinzione, aggiungendo che "l'intera mia vita è un sogno".

Il progetto discografico vede la collaborazione con la prestigiosa Philharmonia Orchestra e si nutre di ricordi autobiografici. Il primo singolo estratto è "Bracken Road", parte della suite "1947: Suite for Solo Piano and Orchestra". Questo brano affonda le radici nei ricordi d'infanzia di Hopkins a Margam, nella Galles meridionale, raccontando attraverso la musica le strade, i prati e le montagne che circondavano la sua abitazione negli anni Quaranta. La melodia, concepita inizialmente come canzone quando Hopkins era giovane attore al Liverpool Playhouse nel 1963, nacque durante le improvvisazioni mattutine al pianoforte negli spazi retroscena, prima delle prove.

L'arrangiamento di "Bracken Road" testimonia una notevole consapevolezza musicale, infuso di elementi blues che riflettono l'influenza di orchestre storiche come quella di Harry James e degli arrangiamenti sofisticati di Jackie Gleason. L'orchestrazione rende inoltre omaggio al movimento lento della Prima Sinfonia di Edward Elgar, con archi ampi, tromba con sordina, clarinetto e pianoforte solista che creano un paesaggio sonoro intriso di calore e contemplazione.

Con questo album, Hopkins dimostra che la creatività non conosce confini professionali e che il genio artistico può esprimersi attraverso molteplici linguaggi. L'esordio discografico rappresenta al contempo una dichiarazione d'amore verso le proprie radici gallesi e un'occasione per il pubblico di scoprire un'altra sfaccettatura della personalità di uno dei più grandi attori viventi.