Milo Infante ha annunciato il suo addio alla Rai attraverso un'ampia intervista concessa al quotidiano Il Messaggero. Il giornalista, che dalla fine di agosto sarà in onda su Rete 4 con Mediaset, ha scelto di raccontare le ragioni dietro questa scelta dopo oltre due decenni trascorsi nel servizio pubblico. Secondo quanto dichiarato, il motivo principale risiede nella sensazione di aver concluso un ciclo professionale in Rai e nella necessità di affrontare sfide inedite che l'azienda non avrebbe potuto offrirgli. La transizione rappresenta dunque una ricerca di nuovi orizzonti lavorativi piuttosto che una decisione dettata da conflitti diretti.
Per quanto riguarda il passaggio della conduzione di Ore 14 a Salvo Sottile, Infante non ha trattenuto alcune critiche pur riconoscendo le competenze professionali del collega. Ha notato con perplessità una grafica promozionale realizzata via intelligenza artificiale, giudicandola poco raffinata. Più significativa la sua osservazione sul titolo della trasmissione: avrebbe apprezzato un cambio nominale, simile al ritiro delle maglie nel calcio, quale segnale di discontinuità tra gestioni diverse. Riguardo a Selvaggia Lucarelli, con cui ha avuto confronti televisivi accesi in passato, Infante ha confermato che la giornalista non lo ha contattato dopo il suo approdo a Mediaset, sottolineando come sia stata tra le poche a non farlo.
Un aspetto rilevante dell'intervista riguarda il caso che coinvolge Sigfrido Ranucci e la trasmissione Report. Infante ha assunto una posizione esplicita di difesa, sostenendo che la Rai dovrebbe proteggere sia il programma che il suo conduttore. Ha precisato che, qualora emergessero responsabilità personali, andrebbe valutate adeguatamente, ma ha sottolineato come Ranucci rappresenti attualmente una vittima di un fatto grave. Prima di trasformarlo in imputato, secondo Infante, occorrerebbe provare le sue responsabilità dirette. Ha inoltre evidenziato come alcune scelte gestionali nella casa madre fossero state poco prudenti, suggerendo che la questione non riguardi esclusivamente il conduttore ma anche le responsabilità istituzionali.
L'intervista ha toccato anche aspetti personali della vita di Infante. Il giornalista ha voluto ricordare il padre con toni commossi, mostrando come gli affetti familiari rimangono centrali nella sua vita anche nel momento di una transizione professionale di tale rilevanza. Questi elementi personali, pur brevemente accennati, contribuiscono a umanizzare il racconto di una decisione complessa, evidenziando come dietro le scelte lavorative vi siano sempre considerazioni più profonde e sfaccettate.