Una nuova emergenza climatica si abbatte sull'Italia mentre il Paese si prepara ad affrontare la terza ondata di calore in pochi giorni. Le temperature raggiungeranno picchi di 43 gradi in Sardegna e 40 nella Pianura Padana entro la metà della prossima settimana, superando di 7-8 gradi le medie storiche stagionali. Gli esperti definiscono questa situazione la "nuova normalità" di un'estate torrida che sta già causando danni senza precedenti su più fronti.
Il bilancio più drammatico riguarda il fronte degli incendi. In Piemonte, secondo i dati aggiornati a sabato 11 luglio, sono andati perduti oltre 700mila alberi in quella che le autorità regionali classificano come "vera e propria catastrofe ecologica". Gli esperti calcolano che serviranno dai 2 ai 5 anni perché la vegetazione inizi a rigenerarsi, mentre il ripristino completo degli ecosistemi di querce, faggi e conifere d'alto fusto richiederà mezzo secolo. Anche la Sardegna non risparmia: almeno sette roghi hanno interessato l'isola, con fiamme che hanno minacciato l'aeroporto di Olbia costringendo i voli a essere dirottati su Cagliari e Alghero fino alle 19, quando la struttura è stata riaperta.
Altrettanto preoccupante è la situazione termica dei mari. Le acque superficiali registrano temperature tra i 28 e i 29 gradi, con anomalie che oscillano tra 4 e 5 gradi rispetto alla norma. Questo eccesso di energia termica crea le condizioni ideali per scatenare fenomeni meteo estremi e sta già colpendo la fauna marina: molluschi come cozze e vongole stanno morendo a causa dell'aumento della temperatura dell'acqua, rappresentando un ulteriore segnale di stress ecosistemico.
A breve termine, il quadro meteorologico rimane critico. La Protezione civile ha diramato un'allerta arancione per alcuni settori della Lombardia, mentre allerte gialle interessano gran parte del Nord Italia e le Marche. Sono previsti temporali di forte intensità su Piemonte, Lombardia, Veneto, le Province autonome di Trento e Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Marche, con il rischio concreto di forti raffiche di vento, grandinate localizzate e intensa attività elettrica. Per domenica 12 luglio è stata ulteriormente confermata l'allerta gialla sulla Provincia di Trento.
Si aggiunge a tutto ciò una questione idrica delicata: le risorse d'acqua disponibili sono insufficienti, e mancano appena 10 giorni per garantire l'irrigazione nel bacino del fiume Po, una situazione che potrebbe rivelarsi critica per l'agricoltura regionale già messa a dura prova dalla siccità. Gli analisti avvertono che le prossime settimane rappresenteranno un banco di prova decisivo per la resilienza del Paese di fronte ai cambiamenti climatici ormai evidenti.